24 aprile 2019
Aggiornato 19:30
Crisi Mps

Perché Mps si gioca tutto con la conversione di 11 bond in azioni alla pari

Mps ha varato il piano di conversione delle obbligazioni subordinate in nuove azioni e il lancio dell'operazione è previsto entro novembre. Ecco perché la sua riuscita è così importante per il futuro della banca più antica del mondo

ROMA - Mps ha varato il piano di conversione delle obbligazioni subordinate per circa 4,7 miliardi di euro. E' il secondo dei tre pilastri sui quali deve reggersi il piano di salvataggio della banca più antica del mondo, insieme all'aumento di capitale rimandato a dopo il referendum costituzionale e alla cessione a Cerved di Juliet, la piattaforma dei crediti deteriorati dell'istituto senese (LEGGI ANCHE "Mps e quel misterioso aumento di capitale... ma chi mette i soldi?").

Via libera al piano di conversione dei bond subordinati
Mps proporrà ai portatori di obbligazioni perpetue e subordinate la conversione in nuove azioni dell'istituto nell'ambito dell'aumento di capitale da 5 miliardi. Lo comunica una nota della Banca a conclusione del Cda che si è svolto lunedì 14 novembre. L'operazione interesserà 11 obbligazioni per un ammontare nominale di 4,28 miliardi di euro. Le 11 obbligazioni concorrono al Total Capital Ratio di Mps per circa 2 miliardi e la loro conversione in azioni, sempre nell'ambito del Total Capital Ratio, aumenterà la componente Cet1, il patrimonio di maggiore qualità, quello rilevante ai fini dello Srep della Bce. Vengono invece escluse dal piano di conversione dei bond le obbligazioni senior.

L'operazione è propedeutica alla ricapitalizzazione
La conversione è a premio rispetto alla attuali quotazioni dei titoli, per le 4 obbligazioni perpetue si prevede una valorizzazione pari all'85% del loro valore nominale, per le 7 obbligazioni subordinate, tra queste anche quella da 2 miliardi in mano a circa 40 mila risparmiatori retail con scadenza 2018, prevista una valorizzazione pari al 100% del loro valore nominale (LEGGI ANCHE "Un affare che vede solo Renzi: Monte Paschi"). Mps sta anche valutando la conversione del Fresh 2008 emesso al servizio dell'aumento di capitale da 1 mld del 2008 riservato a Jp Morgan. Il Monte Paschi prevede di lanciare l'offerta di conversione entro la fine di novembre e sottolinea l'importanza del successo dell'operazione in quanto propedeutica al buon esito complessivo della ricapitalizzazione.

Perché il buon esito della conversione è importante
Se la conversione non dovesse avere esito quantitativamente sufficiente «verrebbe meno» l'impegno del consorzio di garanzia a garantire l'inoptato della parte di aumento di capitale rivolta al mercato e la banca potrebbe non essere in grado di portare a termine la ricapitalizzazione. In questo caso una eventuale mancanza dei requisiti patrimoniali richiesti dalla Bce potrebbe far scattare procedure di risoluzione che comportano la possibile «conversione forzata» delle stesse obbligazioni in azioni Mps o la riduzione del loro valore nominale. Molti osservatori ritengono che una buona percentuale di successo potrebbe essere un livello di adesioni in grado di portare al mulino del Cet1 circa 1,5 miliardi e dunque di ridurre 3,5 miliardi il bisogno di nuovo capitale che dovrebbe arrivare dall'aumento riservato al mercato. Dunque l'operazione di conversione appare decisiva per quantificare il resto delle risorse necessarie a completare l'operazione.