24 gennaio 2021
Aggiornato 16:30
Boeri attacca Renzi

Legge di Bilancio, Boeri attacca Renzi sulle pensioni: «Aumenta il debito di 44 miliardi»

Il presidente dell'Inps, Tito Boeri, si lancia all'attacco della legge di Bilancio del governo Renzi, sottolineando che i costi previdenziali sono troppo alti e faranno crescere a dismisura il debito pensionistico. Inoltre non esclude le sue dimissioni

ROMA - La legge di bilancio (LEGGI ANCHE "Legge di Bilancio 2017: tutto ciò che non ci convince") "compie un'operazione importante» sulle pensioni: elimina le ricongiunzioni onerose fra casse previdenziali diverse. Questo è «positivo» per l'equità e anche per l'efficienza e la crescita. Ma c'è una seconda operazione, la flessibilità in uscita. E secondo il presidente dell'Inps, Tito Boeri, su questo punto il governo doveva fare di più, ma riducendo i costi.

Boeri critica la riforma del governo Renzi
Il presidente dell'Inps, Tito Boeri, in un'intervista al Corriere della Sera riferisce che «secondo le nostre stime, ciò che oggi è scritto nella legge di bilancio (interventi sulla quattordicesima, lavoratori precoci e sperimentazione dell'Ape social) aumenta il debito pensionistico di circa 20 miliardi».Ma non finisce qui. Perché poi ci sono i costi legati all'estensione della fascia di reddito non tassata per i pensionati, più i crediti d'imposta per chi chiede l'Ape di mercato (l'anticipo pensioni tramite prestito bancario) (LEGGI ANCHE "Riforma delle pensioni: riassunto veloce di cosa vuole fare il governo").

44 miliardi di debito pensionistico in più
«E varie altre questioni aperte che possono generare ulteriori spese» , prosegue Boeri. Inoltre non è detto che dopo il 2018 sarà facile interrompere l'Ape social (LEGGI ANCHE "Pensioni, le 5 vie per accedere all'Ape"), anzi la pressione ad allargare la platea dei beneficiari sarà forte. Se questo strumento venisse rinnovato anche solo nella forma attuale e reso strutturale, «calcoliamo che ci sarebbero altri 24 miliardi di debito pensionistico. Dunque in totale 44 miliardi in più", sottolinea il numero uno dell'Inps.

Le proposte del presidente dell'Inps
Le proposte di Boeri invece avrebbero ridotto il debito pensionistico ed era anche prevista una riduzione parziale di certe pensioni attuali: così «abbassavamo il debito pensionistico di circa il 4% del prodotto interno lordo». Sulle pensioni attuali i tagli erano previsti solo a contare dai 5.000 euro lordi al mese verso l'alto e solo sulla differenza fra quanto giustificato dai contributi versati e quanto le persone ricevono. In rari casi ci sarebbe stata una riduzione della pensione appena superiore al 15%. «Non drammatico, dal punto di vista sociale", prosegue Boeri.

Dimissioni in vista?
Il presidente dell'Inps esclude comunque l'ipotesi delle dimissioni: «No, voglio portare a termine il mio lavoro. E' una sfida complessa, forse anche più difficile di quanto pensassi. Non ho mai parlato o minacciato di dimettermi». Allo stesso tempo, però, ricorda di essere alla guida dell'Inps «perché mi è stato chiesto» e «ne sono onorato». Ma basterebbe che il presidente del consiglio «mi chiedesse anche solo velatamente di fare un passo indietro, per spingermi a farlo subito. E lo farei senza rancore, perché mi piace troppo fare quello che facevo prima", conclude Boeri.