18 novembre 2019
Aggiornato 05:00
Riforma delle pensioni

Pensioni, con l'Ape si va in pensione a 63 anni. Ma chi paga?

In pensione a 63 anni e 7 mesi. E' l'obiettivo dell'anticipo pensionistico che il governo Renzi introdurrà nella prossima Legge di Stabilità. Ecco a chi è rivolto, quanto costa la manovra e cosa è stato deciso nell'incontro con i sindacati

Matteo Renzi si prepara a smantellare la Riforma Fornero: con l'anticipo pensionistico si va in pensione a 63 anni.
Matteo Renzi si prepara a smantellare la Riforma Fornero: con l'anticipo pensionistico si va in pensione a 63 anni. Shutterstock

MILANO – Matteo Renzi si prepara a smantellare la Riforma Fornero. Gli italiani potranno andare in pensione a 63 anni, ricorrendo all'anticipo pensionistico. E' la novità emersa dall'incontro tecnico sulle pensioni tra i sindacati e il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Tommaso Nannicini, che si è svolto ieri. Ecco cosa bolle nella pentola del governo Renzi.

In pensione a 63 anni e 7 mesi
In pensione a 63 anni e 7 mesi. L'anticipo pensionistico, ribattezzato Ape, si avvicina alla sua soluzione definitiva e garantirà a tutti i lavoratori la possibilità di andare in pensione con un anticipo di circa 3 anni rispetto a quanto aveva stabilito la Riforma Fornero. E' la novità emersa dall'incontro tecnico sulle pensioni che si è svolto ieri tra il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Tommaso Nannicini, e i sindacati di categoria.

A chi è rivolto l'Ape
Il 21 settembre è previsto il meeting conclusivo sulle pensioni, ma i contorni dell'operazione Ape sembrano abbastanza chiari. L’anticipo è consentito a tutti i lavoratori, dipendenti e autonomi, compresi statali, titolari di partita Iva e artigiani nati tra il 1951 e il 1953. Si tratta di una platea di circa 30-40mila lavoratori. Secondo le ultimi notizie pervenute da Palazzo Chigi, la sperimentazione avrà la durata di due anni, per vedere quanto verrà utilizzato e come funzionerà lo strumento.

Quanto costa la manovra
Quanto ai costi della manovra e le risorse messe a disposizione dall'Esecutivo, il governo non ha ancora stabilito quali saranno, ma i sindacati riferiscono che durante l'incontro è stato ribadito che «l'Ape sarà a costo zero per le categorie svantaggiate con una soglia di 1.200 euro di pensione netta». Teoricamente l'operazione dovrebbe essere a costo zero per le finanze statali, ma in realtà rischia di diventare piuttosto onerosa. L'onere dell'Ape per lo Stato italiano dovrebbe aggirarsi infatti intorno ai 700 milioni di euro, come riporta L'Espresso.

Quanto pagano i pensionati
La maggior parte dei costi della manovra, tuttavia, graverà proprio sui pensionati. Per assicurare la sostenibilità dei conti pubblici, infatti, è necessario che questi rinuncino a una percentuale sul loro assegno previdenziale che può andare dall'1-2% al 15% a seconda dei casi. Come abbiamo già avuto modo di spiegare, l'Ape consiste in un prestito bancario, erogato attraverso l'Inps, che i pensionati si impegneranno a restituire una volta che avranno accesso alla pensione di vecchiaia mediante una rata mensile. Questa, però, può raggiungere addirittura un quarto della pensione e ridurre il reddito disponibile del pensionato in misura significativa.