31 maggio 2020
Aggiornato 05:30
Dopo gli stress test

Banche, Padoan e Visco gettano acqua sul fuoco: «I timori del mercato sono esagerati»

Le rassicurazioni congiunte di Pier Carlo Padoan e Ignazio Visco giungono a poche ore di distanza l'una dall'altra. Per il ministro dell'Economia e il governatore di Bankitalia "le sofferenze non sono una minaccia" per la stabilità del sistema bancario italiano

ROMA – Dopo la pubblicazione dei risultati degli stress test 2016, il ministro dell'Economia del governo Renzi, Pier Carlo Padoan, e il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, hanno abbandonato le rispettive trincee e sono intervenuti sulla questione delle banche italiane, tutt'ora al centro dell'agenda politico-economica dell'Unione Europea, per cercare di calmare gli animi (e le reazioni dei mercati finanziari).

Le rassicurazioni congiunte di Padoan e Visco
L'unione fa la forza. Lo sanno bene il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, e il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, che in queste ore hanno unito le loro forze per gettare una secchiata d'acqua sul fuoco scoppiettante dei mercati finanziari. La questione delle banche italiane, dopo la pubblicazione dei risultati degli stress test 2016 dell'Eba, è ancora al centro dei pensieri di Mario Draghi e dei tecnocrati dell'Unione Europea e Piazza Affari soffre per la volatilità dei titoli bancari italiani. Il primo dei due economisti a intervenire è stato il ministro del governo Renzi durante un'informativa alla Camera. Secondo Padoan il sistema bancario italiano «non è in una situazione di crisi sistemica, né fonte di vulnerabilità per altri sistemi bancari».

Le sofferenze non sono una minaccia
Il ministro dell'Economia è tornato a rasserenare gli animi dei risparmiatori, come aveva già fatto alla fine del meeting del G-20 di Chengdu, allo scopo di difendere la credibilità e la stabilità del mercato del credito italiano. Per Padoan il risultato degli stress test 2016 «conferma la resilienza del sistema italiano», alla luce della severità della prova, della lunga e pesante fase recessiva attraversata dall'economia italiana e delle ripetute tensioni cui gli intermediari finanziari sono stati sottoposti negli ultimi anni. L'ammontare delle sofferenze in pancia alle banche italiane è molto elevato, ma queste «non sono una minaccia per la stabilità finanziaria», perché «le risorse che le banche hanno accantonato a copertura di tali crediti e le garanzie che li assistono sono ampie», ha dichiarato il ministro.

Il Fondo Atlante è un'opportunità
«Il loro riassorbimento - ha spiegato Padoan a proposito dei Non-performing loans (Npl) - è necessario per facilitare la ripresa del credito a imprese e famiglie e ridurne il costo», ma non si tratta di un processo da realizzarsi in tempi brevi. Dovrà essere valutato, invece, in un «orizzonte temporale di medio periodo». E riguardo al salvagente del Governo per Mps, creato ad hoc per mettere in sicurezza l'anello debole del sistema bancario italiano, il ministro ha voluto chiarire che il Fondo Atlante «è una opportunità» - non un obbligo - di investimento e l'Esecutivo non forza nessuno ad aderire. «Non intendiamo forzare alcuna scelta di adesione allo strumento. Gli operatori sono liberi di cogliere o ignorare questa opportunità», ha concluso Padoan alla Camera.

I timori del mercato sono esagerati
A poche ore di distanza dall'intervento del ministro dell'Economia, sulla questione delle banche italiane è intervenuto ieri anche il governatore della Banca d'Italia, che ha rilasciato un'intervista alla rivista telematica Politico.eu. Ignazio Visco ha invitato le autorità economiche internazionali a non perdere il sonno per la situazione degli istituti di credito del Belpaese, perché le preoccupazioni dei mercati finanziari sono esagerate. «I timori del mercato sulla qualità degli asset delle banche italiane devono essere considerati seriamente e non trascurati con indifferenza. Ma ci sono buone ragioni per ritenere che siano in qualche maniera esagerati», ha esordito il presidente di Bankitalia.

Il piano di salvataggio per Mps verrà attuato efficacemente
Risolvere i problemi degli istituti di credito nazionali «richiederà tempo, ma il processo è iniziato chiaramente». Per Visco non c'è alcun dubbio che la maggior parte delle banche italiane è capace di affrontare il ciclo economico, che è ancora fragile, finanziando l'economia e affrontando positivamente la competizione sul mercato. Ed è fiducioso anche per quanto riguarda il futuro del Monte dei Paschi. Il piano di salvataggio di Mps è «impegnativo» ma sarà portato a termine «efficacemente». La maxi operazione che prevede una ricapitalizzaizone da 5 miliardi di euro e la dismissione di circa 10 miliardi di sofferenze è stata disegnata «per risolvere problemi difficili in un contesto complicato». Ma Visco pronostica che sarà «attuato attentamente ed efficacemente nei prossimi mesi» e che «i rischi di esecuzione saranno minimizzati». Avrà ragione?


 

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