17 agosto 2022
Aggiornato 00:00
Lavoro | Articolo 18

L'Articolo 18 interessa il 2,4% delle imprese ma tutela il 57,6% dei dipendenti

Queste sono le stime elaborate dall'ufficio studi della Cgia. Bortolussi: «Paese non può permettersi scontro politico e sociale». Landini (FIOM): «E' l'ultimo dei problemi dell'Italia. Se hanno in mente di seguire un'altra strada o i cattivi consigli di Alfano, debbono sapere che è un modo per gettare benzina sul fuoco».

MESTRE - Se le aziende «interessate» dall'articolo 18 sono solo il 2,4% del totale, a essere tutelati da questo provvedimento sono il 57,6% dei lavoratori dipendenti italiani occupati nel settore privato dell'industria e dei servizi. Queste sono le stime elaborate dall'ufficio studi della Cgia.

In termini assoluti, su poco meno di 4.426.000 imprese presenti in Italia, spiega la Cgia, solo 105.500 circa hanno più di 15 addetti. Per quanto riguarda i lavoratori dipendenti, invece, su oltre 11 milioni di operai e impiegati presenti nel nostro Paese, quasi 6.507.000 lavorano alle dipendenze di aziende con più di 15 dipendenti: soglia oltre la quale si applica l'articolo 18.

«In una fase congiunturale così difficile - segnala il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi - credo che l'eventuale proposta legislativa rivolta all'abolizione dell'articolo 18 darebbe luogo ad un duro scontro politico-sindacale che il Paese non si può permettere. Mai come in questo momento abbiamo bisogno di pace e coesione sociale. Ritengo, inoltre, che l'aumento dei posti di lavoro si ottenga privilegiando le politiche legate alla domanda. In altre parole, dobbiamo rilanciare gli investimenti, i consumi interni e far crescere l'inflazione: solo così saremo in grado di creare le condizioni per rilanciare l'occupazione e riprendere il sentiero di crescita».

Landini: E' l'ultimo dei problemi dell'Italia - Abolire l'articolo 18 dello statuto dei lavoratori «sarebbe un errore gravissimo». Lo ha sottolineato il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, dopo la proposta del ministro dell'Interno, Angelino Alfano. L'articolo 18, secondo Landini, «è l'ultimo dei problemi dell'Italia. Tra l'altro è già stato modificato e non ha creato nessun posto di lavoro, anzi ci sono stati più licenziamenti per motivi economici».

«Se il governo - ha detto Landini ai microfoni di Sky Tg24 Hd - vuole creare lavoro, deve mettere a punto dei piani straordinari di investimento, una politica industriale degna di questo nome. Se hanno in mente di seguire un'altra strada o i cattivi consigli di Alfano, debbono sapere che è un modo per gettare benzina sul fuoco in un Paese che è già sull'orlo di una situazione di tenuta sociale molto difficile».

«Noi abbiamo intenzione di mobilitare i lavoratori - ha aggiunto il leader dei metalmeccanici Cgil - perchè vogliamo chiedere al governo di fare davvero dei cambiamenti di politica industriale e di aprire una discussione vera con l'Europa: ci sono una serie di vincoli europei che vanno cambiati».