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Milan, il ko di Suso inchioda Mirabelli: squadra costruita male

L’infortunio dello spagnolo costringe Gattuso ai giochi di prestigio per riuscire a mettere in campo un undici decente contro la Fiorentina. Di tutto questo qualcuno dovrà pagare.

Lo spagnolo Suso sofferente a terra
Lo spagnolo Suso sofferente a terra (ANSA)

MILANO - E adesso provateci voi a difendere la bontà del progetto tecnico messo a punto senza badare a spese da Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli. Se bastano un paio di infortuni e un paio di squalifiche, peraltro in diversi settori del campo, a scombussolare totalmente i piani tattici dell’allenatore Gennaro Gattuso, vuol dire che qualcosa di sbagliato in questo Milan c’è, senza se e senza ma. La notizia del giorno è il ko dello spagnolo Suso, fermato per un problemino muscolare alla vigilia dell’ultima giornata di campionato. Un’assenza gravissima a prescindere, ancor di più in considerazione del fatto che l’unico possibile sostituto tra gli attaccanti esterni rossoneri, Fabio Borini, è squalificato per somma di ammonizioni.

Tour de force
Questo per quanto riguarda il reparto offensivo, ma se andiamo ad analizzare la questione del centrocampo la situazione non migliora. Il Milan dovrà affrontare la Fiorentina senza il suo regista titolare fermato per infortunio, Lucas Biglia, e senza il suo alter ego ai box per l’espulsione rimediata a Bergamo, Riccardo Montolivo. E meno male che in quel ruolo c’è anche il baby Locatelli. Se però allarghiamo il giro d’orizzonte alle mezze ali allora il discorso si fa complesso, visto che oltre Kessiè e Bonaventura, i titolarissimi costretti ad un tour de force innaturale fin dall’inizio della stagione, Gattuso non ha mai potuto contare su una sola alternativa plausibile.

Soldi spesi male
Ecco allora che la domanda sorge spontanea? Ma davvero con 230 milioni di euro spesi non si poteva allestire una rosa in maniera più coerente ed equilibrata? È del tutto inaccettabile che a nessuno sia venuto in mente che schierando la squadra con il 4-3-3, tre punte centrali erano troppe mentre serviva almeno un altro attaccante esterno. Così come non trova spiegazione plausibile la decisione di lasciare il centrocampo così sguarnito proprio in un ruolo così delicato come quello della mezzala.
Al bando i giustizialismi, ma qualcuno dovrà alla fine ammettere i suoi errori, altrimenti in via Aldo Rossi se ne continueranno a fare con questa intollerabile frequenza e tutti sulla pelle dei tifosi del Milan.