11 dicembre 2019
Aggiornato 15:30

Cambia tutto, dai motori ai budget: così sarà la F1 del 2021

Il gruppo americano Liberty, organizzatore del campionato, ha reso note le linee guida con cui intende ridisegnare i nuovi regolamenti. I team restano cauti

Le monoposto di Formula 1 schierate sulla griglia per le prove di partenza del GP del Bahrein
Le monoposto di Formula 1 schierate sulla griglia per le prove di partenza del GP del Bahrein Pirelli

MANAMA«Tecnologicamente innovativa, commercialmente di successo, capace di far guadagnare le nostre squadre e di mettere al centro i nostri tifosi». Queste sono le parole d'ordine per la Formula 1 del futuro, almeno come la concepisce il presidente del circus Chase Carey. Ieri, a margine del Gran Premio del Bahrein, in un primo vertice con tutte le squadre e la Federazione internazionale dell'automobile, il gruppo americano Liberty Media, organizzatore del campionato, ha reso note per la prima volta le linee guida per ridisegnare i regolamenti a partire dal 2021, quando scadrà l'attuale patto della Concordia. «La Formula 1 è uno sport con una storia ricca – prosegue Carey – che vogliamo preservare, proteggere e far crescere, ma allo stesso tempo aumentando la competitività e l'emozione delle gare».

Tecnica e denaro
La chiave per ottenere questo obiettivo dichiarato è rivoluzionare la formula dei motori: per ora Liberty propone solo dei generici «propulsori più economici, semplici, potenti e rumorosi, che rimangano ibridi e che possano attrarre nuovi costruttori», ma la concreta applicazione di questi principi resta allo studio di Ross Brawn. Quanto al telaio, all'aerodinamica e alle sospensioni, queste dovrebbero essere ristudiate in modo da «aumentare le opportunità di sorpasso e rimettere al centro l'abilità dei piloti», anche proponendo delle componenti identiche per tutte le squadre. Gli statunitensi, però, non si limiteranno a rivedere i regolamenti tecnici, ma anche la gestione amministrativa del campionato, che vorrebbero rendere «più semplice e diretta». Ovvero, ficcare il naso nelle tasche delle scuderie, non solo imponendo un tetto ai budget (si parla di appena 150 milioni di dollari all'anno), ma anche ridistribuendo in modo più equo gli introiti dei diritti commerciali tra i vari team. Il che significa in primo luogo cancellare quel bonus di cui la Ferrari ha sempre usufruito per il semplice fatto di essere la squadra più storica e prestigiosa del Mondiale.

Giudizio sospeso
È soprattutto questo punto, l'idea di rischiare di ricevere meno soldi dall'organizzazione, che a Maranello ovviamente proprio non va giù, insieme alla proposta di modifica dei motori, che invece sia alla Rossa che alla Mercedes vanno bene così come sono. Il Cavallino rampante, per ora, si è trincerato dietro a un secco «no comment», mentre le Frecce d'argento, insolite alleate in questa particolare battaglia, per ora predicano soltanto cautela. «Alcune di queste proposte sono necessarie o positive, altre sono molto ambiziose – ha dichiarato il team principal Toto Wolff – Bisogna limarle, capire meglio i dettagli, iniziare una lunga discussione, prima di dire se ci piacciono o meno». Insomma, per ora l'unica impressione che si è ricavata dal meeting è che, per trovare un accordo che accontenti tutti, ci vorrà molto tempo: «Liberty vorrebbe chiudere tutto in un paio di mesi, ma la vedo difficile – chiosa il boss della Red Bull, Christian Horner, alla tv inglese Sky Sport – Ci sono troppi punti importanti sul tavolo da discutere». Il 2021, persino per un mondo che si muove velocemente come quello della Formula 1, resta ancora molto lontano.