21 novembre 2019
Aggiornato 01:30

Sospetti Mercedes: già pronti altri due ricorsi contro la Ferrari

I campioni del mondo continuano a ritenere illegale la Rossa. Stavolta le loro proteste si concentrano sulla batteria e sul turbo: «La Federazione faccia chiarezza»

La Ferrari di Antonio Giovinazzi davanti alla Mercedes di Valtteri Bottas nei test di F1 a Barcellona
La Ferrari di Antonio Giovinazzi davanti alla Mercedes di Valtteri Bottas nei test di F1 a Barcellona Pirelli

MONTECARLO – La Ferrari SF71H resta nel centro del mirino: delle inchieste della Federazione internazionale dell'automobile, e dei sospetti dei suoi avversari. Dopo aver decretato regolare la misteriosa levetta spuntata sul retro del volante di Sebastian Vettel e aver invece proibito gli specchietti magici montati sull'halo, la Fia avrebbe infatti già messo sotto indagine un altro aspetto della monoposto: la batteria. L'ipotesi dei tecnici federali è quella che la Rossa di Maranello riesca ad estrarre più dei quattro Megajoule di energia concessi dal regolamento, riuscendo ad eludere il controllo di un sensore. Il risultato sarebbero venti cavalli in più di potenza messi a disposizione del motore. «Il presunto trucco sarebbe così complicato che gli stessi ingegneri della Fia starebbero facendo fatica a comprenderlo», ha rivelato il giornalista Michael Schmidt, corrispondente della rivista specializzata tedesca Auto Motor und Sport.

Serve chiarezza
A volerci vedere chiaro non sono solo i giudici, ma soprattutto i diretti rivali della Mercedes, che stanno pressando la Fia a fare chiarezza il prima possibile sulla regolarità della Ferrari, e non escludono di presentare in prima persona un reclamo ufficiale. «Qualsiasi gara in cui le zone grigie rimangono grigie può essere una gara persa – tuona il presidente Niki Lauda – La Federazione deve chiarire queste domande, che restano senza risposta, entro il Gran Premio di Montecarlo. Ci vogliono definizioni chiare, semplicemente perché le regole devono essere le stesse per tutti». E quello della batteria non è nemmeno l'unico aspetto della macchina del Cavallino rampante ad aver sollevato le diffidenze delle Frecce d'argento: d'attualità è infatti tornata anche la vecchia questione dell'olio lubrificante, che verrebbe illegalmente utilizzato come additivo alla benzina per migliorare le prestazioni del turbo.

Timori fondati
Sia nel caso in cui l'ultima nata della Scuderia sia riuscita a spingersi ai limiti del regolamento, sia che li abbia effettivamente superati, quel che è certo è che continua a fare paura, anche adesso che non è più in testa al Mondiale di Formula 1. L'impressione, infatti, è che i campioni del mondo in carica stiano sollevando un polverone proprio in vista della gara cittadina del Principato proprio perché temono di ritrovarsi nello scomodo ruolo di terza forza in questo fine settimana. «Red Bull e Ferrari sono sempre più vicine a noi – conferma Lauda – A Monaco serve un'enorme aderenza meccanica, e se ne avremo a sufficienza lo scopriremo solo in qualifica».