22 ottobre 2018
Aggiornato 07:00

Ferrari, c'è il sensore della FIA alle origini del calo?

Dopo esser stata definita la miglior macchina sulla griglia, la Ferrari ha perso il suo vantaggio. Quali sono le motivazioni?
Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen in azione
Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen in azione (ANSA | EPA | YURI KOCHETKOV)

I dati GPS non lasciano alcun dubbio: il vantaggio della Ferrari sui rettilinei non c'è più. Evoluzione Mercedes o involuzione Ferrari? C'è una connessione con il nuovo sensore installato dalla FIA?

FERRARI SOTTO ACCUSA - I sospetti sono iniziati in occasione del Gran Premio d'Austria. Durante il weekend di Spielberg, sono stati registrati dati che mostravano come la Ferrari fosse più veloce dei rivali in alcuni punti del circuito. La spinta misteriosa compariva sempre nel secondo terzo del rettilineo, in un momento del giro nel quale la propulsione è determinata solamente dalla potenza del motore e dalla resistenza aerodinamica della monoposto. Nella parte conclusiva del rettilineo le velocità di Ferrari e Mercedes tornavano a essere pressoché uguali. Il team di Maranello ha dato la propria spiegazione: un'aerodinamica molto efficiente e un'intelligente gestione della carica della batteria. Ma le motivazioni potrebbero essere più d’una. Potrebbe trattarsi di una riserva segreta di energia, oppure di un'iniezione a breve termine di carburante miscelato con olio. Sono in molti a sospettare che il team italiano faccia raffreddare il carburante negli iniettori, ma altrettanti sono sicuri che l'olio, proveniente dal circuito di raffreddamento della parte elettrica, venga introdotto nella miscela durante il processo di combustione del carburante.

L’INTERVENTO DELLA FEDERAZIONE - La Federazione ha prontamente difeso ogni accusa rivolta alla Ferrari, dichiarando che i controlli da loro effettuati hanno accertato la legalità dei sistemi usati dal team, dimostrando come, l'energia prodotta dalle batterie installate sulle vetture di fattura italiana, rimanga all'interno del limite di quattro megajoule. Inoltre, non sono mai state rilevate erogazioni di potenza, da parte dell'unità MGU-K, superiori ai 120 kilowatt (163 cavalli). La risposta alle accuse è quindi semplice: «Non è importante quanta energia viene erogata, ma quando e come». Questo vantaggio è però improvvisamente scomparso in occasione del Gran Premio di Singapore. «Lo possiamo vedere chiaramente dai dati GPS a nostra disposizione», afferma il Team Principal della Renault, Cyril Abiteboul. «Il team Mercedes è più veloce, lo è a vista d'occhio». Una differenza che si è notata anche in Russia. Nonostante tutto, Toto Wolff, Team Principal di Mercedes, crede che la rossa, a livello di motore, sia ancora leggermente superiore.

IL NUOVO SENSORE - Ma rimane una domanda: dov'è finito il vantaggio in accelerazione? Pare che la FIA abbia installato sulle monoposto Ferrari un secondo sensore su tutte le unità di trasmissione, allo scopo di misurare il flusso di energia erogata. Perché questo sensore è stato montato sulla Ferrari? Perché il Team di Maranello è l'unico che usa un sistema di accumulo di energia con due batterie. Inoltre, è stato possibile dimostrare che il flusso di energia non poteva essere misurato correttamente con il vecchio sensore. Il processo di misurazione andava raffinato. Che questo abbia qualcosa a che fare con il decifit di potenza registrato dalla Ferrari nelle ultime due gare è pura speculazione.  Il Team di Maranello non ha perso solamente la superiorità sui rettilinei, ma è stata più lenta anche nelle curve.