26 giugno 2019
Aggiornato 08:30
Calcio | Nazionale

Italia: la rivoluzione shock del ct Ventura

Tre cambi di formazione rispetto agli undici scesi in campo dal primo minuto in Svezia, purtroppo però non quelli richiesti a gran voce da tutti i tifosi azzurri. Spazio e Jorginho, Gabbiadini e Florenzi, al posto di De Rossi, Belotti e Verratti squalificato. Lorenzo Insigne invece ancora una volta destinato alla panchina.

Il ct azzurro Ventura
Il ct azzurro Ventura ( ANSA )

MILANO - Appuntamento con la storia. Questa sera, alle ore 20.45, l’Italia si gioca il Mondiale di Russia 2018 contro la Svezia e sinceramente la cosa fa un certo effetto. Soprattutto desta inquietudine la sicumera e la pervicacia con cui il ct Ventura porta avanti il suo programma rivoluzionario, vittima del suo integralismo e della poca disponibilità ad osservare attentamente cosa accade tutto intorno. I 60 milioni di commissari tecnici sparpagliati sul suolo italico, mai come in questa circostanza, si sono trovati d’accordo sulla sconcertante decisione di presentarsi in Svezia senza Lorenzo Insigne, il nostro calciatore più talentuoso, penalizzato da una scelta tattica suicida. E cosa fa Gian Piero Ventura? Al contrario di Paganini, si ripete e lascia fuori lo scugnizzo azzurro anche nel match di ritorno. Di fatto consegnandosi mani e piedi alla forca mediatica in malaugurato caso di eliminazione. 

Dov’è Insigne?
Per non parlare dell’insopportabile piattume del piano partita azzurro e dell’assoluta inconsistenza di ogni sbiadita idea di gioco. Eppure anche Ventura avrebbe gli strumenti per correggere in corso un progetto che in 15 mesi non è mai decollato. C’è un campionato che offre indicazioni importanti a cui affidarsi, basterebbe saperle leggere. In ordine sparso: Belotti e Immobile preferiscono giocare da soli o al massimo con uno o due attaccanti larghi a girargli attorno, insieme non fanno altro che togliersi aria e pestarsi i piedi; Insigne diventa un fenomeno quando può agire in una determinata zona di campo e l’Italia decadente e tristanzuola di questo periodo storico non può permettersi di farne a meno; la concessione fatta da Ventura ai senatori, il 3-5-2 a cui molti della vecchia guardia sono legati, probabilmente non è adatto a questo gruppo di calciatori, decisamente più orientati verso un 4-3-3 che però il ct non prende neppure in considerazione, non si sa bene per quale ragione. 

Quasi esordienti
Così questa sera a San Siro l’Italia si presenterà ancora una volta con il vestito ormai logoro del 3-5-2, indossato da interpreti non propriamente azzeccati, dando vita ad una formazione che desta quanto meno un pizzico di inquietudine. A parte la conferma della BBC davanti a Buffon, nella speranza che il trio di vecchietti (Bonucci non lo è ma stasera giocherà con una maschera protettiva, gentile omaggio degli svedesi nella partita d’andata) regga le due partite in 72 ore, fa specie la scelta di puntare dal primo minuto su Jorginho e Gabbiadini. E non per il valore assoluto dei ragazzi, quanto per la loro condizione di quasi esordienti: il brasiliano naturalizzato vanta appena 24’ minuti di utilizzo nell’era Conte ma non è mai stato neppure convocato da Ventura; l’attaccante del Southampton invece è alla sua seconda da titolare negli ultimi 5 anni. Se non è un azzardo questo, ditemi voi.

Tre novità
Tra le novità rispetto alla partita d’andata va sottolineato anche l’impiego del centrocampista Florenzi nella formazione titolare al posto di Verratti squalificato, una soluzione questa che potrebbe consentire, grazie alla duttilità tattica del romanista, eventuali cambi in corsa. 
La speranza di tutti i tifosi azzurri che il miracolo, malgrado tutto, riesca. Ma a quel punto il ct non si sogni neppure di mettersi sul piedistallo a rimbrottare chi lo ha onestamente criticato: arrivare ai mondiali eliminando la modestissima Svezia non può essere considerata un’impresa, ma solo ed esclusivamente il minimo sindacale per una nazionale tra le più forti e blasonate del mondo.