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Poker della Lazio e Milan schiantato: Montella a lezione da Inzaghi

Troppo brutta per essere vera la squadra di Montella, uscita pesantemente ridimensionata dal primo vero confronto impegnativo della stagione contro la spumeggiante Lazio di Inzaghi. Un 4-1 che non ammette repliche e che ora costringe l’allenatore rossonero ad una profonda riflessione su cosa c’è da migliorare nel Milan.

Il terzo gol segnato da Immobile in mezzo ai difensori rossoneri
Il terzo gol segnato da Immobile in mezzo ai difensori rossoneri (ANSA)

DONNARUMMA - Malgrado i 4 gol incassati non è lui il peggiore della difesa, anzi. Paradossale che il suo errore più grave arrivi agli albori della partita quando, con un’uscita prima accennata e poi abortita, rischia di far segnare subito la Lazio. Poi fa il possibile, che purtroppo non è abbastanza. 5,5

CALABRIA - E pensare che i primi 10 minuti del match avevano lasciato intravedere un terzino brillante, propositivo, spesso in sovrapposizione sulla fascia. Poi, da un certo punto del match, il buio pesto. Senza alcuna attenuante. 4

MUSACCHIO - Inguardabile, come tutti i suoi compagni di reparto. 4

BONUCCI - Senza alibi, senza giustificazioni, senza appigli. La prestazione oscena di Bonucci è probabilmente la nota più cupa di questo grigio pomeriggio romano per il nuovo Milan cinese. Lento, impacciato, indeciso, sempre fuori posizione, beffeggiato da Immobile come un pivellino qualunque. E rispetto ai suoi compagni di squadra anche la gravosa responsabolità di dover fare da guida a questo manipolo di ragazzini. Ridatevi il vecchio Bonucci. 3

RODRIGUEZ - Le prime avvisaglie dell’imbarcata rossonera vengono silenziate da un paio di interventi apprezzabili da parte dello svizzero. Poi anche lui travolto dalla mediocrità generale. 5

KESSIE’ - La sua partita è un concentrato di tante, troppe cose: alcune decenti, altre intollerabili, come il fallo da rigore - del tutto inutile e censurabile - che di fatto incanala la partita sui binari della disfatta. Sente più dei suoi compagni la mancanza di Conti sulla fascia destra. 4

BIGLIA - Il fiero cipiglio con cui affronta i fischi ingenerosi dello stadio Olimpico lasciano ben sperare nei primi minuti. Poi anche il regista della nazionale argentina si lascia travolgere dall’onda d’urto biancoceleste e ne resta sommerso. 4,5

MONTOLIVO - Un triplo passo indietro rispetto alle ultime incoraggianti prestazioni. Lento, insicuro, sembra sempre non sapere cosa fare con la palla. Alla fine è del 18 il gol della bandiera del Milan, utile solo ad aumentare il suo voto di mezzo punto. 4,5

SUSO - Assente ingiustificato. Fino a qualche tempo fa era tollerabile che i suoi momenti di appannamenti coincidessero con i crolli del Milan, ma solo perchè l’anno scorso la qualità della rosa era scadente. Quest’anno no. Se lo spagnolo toppa una partita, Montella deve poter contare su ben altre risorse. Invece il nulla. Purtroppo Suso è ancora indispensabile per questa squadra. 4

CUTRONE - Prova a fare la voce grossa, ma i tre centrali della Lazio gli fanno subito capire che non sempre saranno vacche grasse in serie A. Prestazione decisamente incolore per il baby bomber rossonero, ma di certo la pesante sconfitta non è imputabile a lui. 4

BORINI - È indubbiamente l’anello debole della catena rossonera. Il suo pedigree non è all’altezza di quello dei compagni di squadra e ogni volta che è chiamato al più semplice controllo di palla o al più banale passaggio, fa in modo di ricordarlo a tutti. Montella farà bene a trovare qualche soluzione tattica per lasciarlo in panchina e schierare al suo posto uno tra Kalinic o Andrè Silva. 4

BONAVENTURA - Rispetto ai suoi compagni subentrati dalla panchina almeno ci mette un po’ di sana cattiveria, tanto da rimediare un giallo per uno spintone a Luis Alberto che si stava facendo beffe del povero Calabria. A questo Milan Jack manca come il pane. 5,5

CALHANOGLU - s.v

KALINIC - s.v

MONTELLA - Se il vero fuoriclasse della Lazio e l’allenatore Simone Inzaghi, il rischio è che al Milan si cominci a sussurrare il contrario: e cioè che ad una rosa piena di grandi calciatori non corrisponde un tecnico all’altezza. Il compito di mister Montella è far ricredere in fretta gli scettici, ma sarà fondamentale trovare rapidamente gli aggiustamenti tattici per far rendere al meglio i suoi ragazzi. Oggi il voto all’allenatore, insieme a quello a capitan Bonucci, è il più basso di tutta la squadra. 3