17 ottobre 2019
Aggiornato 22:30

I sette desideri del tifoso milanista per il 2017

Dopo la vittoria nella Supercoppa ai danni della Juventus strafavorita, l’entusiasmo in casa Milan è palpabile e il popolo rossonero ha voglia di tornare a sognare.

MILANO - Non accenna a perdere d’intensità l’entusiasmo del popolo rossonero per la vittoria in Supercoppa. Malgrado siano passati diversi giorni dal momento in cui Ignazio Abate ha alzato al cielo di Doha la Supercoppa Italiana, i tifosi del Milan non smettono di sorridere. E pensare che la marcia di avvicinamento al match contro la corazzata bianconera non era iniziata nel migliore dei modi con quello spiacevole disguido che aveva lasciato a terra il Milan. Oggi però i calciatori rossoneri hanno spiegato al mondo del calcio che non c’è ritardo che tenga, nè condizioni climatiche, nè timore reverenziale al cospetto del blasone degli avversari: se c’è da raggiungere un obiettivo - portare a casa il trofeo - niente può fermarli.

Logico a questo punto confidare in un prosieguo di stagione all’altezza delle ambizioni di un club prestigioso come il Milan. 

E allora ecco i sette piccoli desideri del tifoso milanista.

La difesa

1) In primis che l’irrequieto Mino Raiola si faccia una ragione del fatto che Donnarumma è il presente e il futuro di questo club, da adesso e per i prossimi 20 anni. Il portierone di Castellamare di Stabia è un cuore rossonero e per questa ragione non va spostato da Milanello per nessun motivo al mondo (per ulteriori chiarimenti si prega guardare il video dei festeggiamenti a Doha mentre Gigio canta con un sorriso da orecchio a orecchio "chi non salta è juventino" e poi bacia lo stemma del Milan sulla sua maglia color bronzo). 

2) Che Abate conservi la verve e la sicurezza sfoggiata da quanto indossa la fascia da capitano. Che Paletta e Romagnoli restino sempre in perfetta salute e armonia perchè se è vero che Dio li fa e poi li accoppia, stavolta bisogna proprio fargli un applauso. E che De Sciglio ritrovi la sicurezza mostrata in Nazionale e quel fiero cipiglio sfoggiato - ogni tanto - anche al Milan: potenzialmente è uno dei terzini più forti al mondo, ma potenzialmente da solo non basta.

Il centrocampo

3) Che il Chelsea non si accorga di quello che sta facendo Pasalic perchè uno come lui io al Milan lo terrei volentieri. Che Bertolacci non si rompa più, proprio adesso che grazie a mister Montella sta dimostrando di non aver dimenticato come si gioca a calcio. E che Locatelli zittisca tutti coloro che lo zavorrano con definizioni fuori luogo ed ingombranti (il nuovo questo e il nuovo quell’altro). Lui è solo Locatelli, già adesso uno dei più forti centrali del nostro campionato.

L’attacco

4) Che Lapadula continui ad infiammare la curva sud di San Siro con il suo cuore impavido da Braveheart. Che Niang scacci i fantasmi dei due rigori sbagliati contro Crotone e Roma, ritrovi la voglia di giocare sorridendo e galoppare verso la rete avversaria portandosi dietro tutto e tutti come ha già dimostrato di saper fare. E Che nessuno spenga la magica ispirazione di Suso e Bonaventura, i due genietti di Casa Milan che è sempre un piacere vedere inventare calcio.

Società e mercato

5) Che i cinesi arrivino in fretta e si mettano a disposizione di tutto l’universo Milan con il rispetto dovuto ad un club con una tradizione ultracentenaria. E soprattutto che non provino a rovinare con mosse azzardate questo meraviglioso giocattolo costruito mirabilmente da Vincenzo Montella, il vero straordinario artefice del miracolo rossonero.

6) Che Adriano Galliani e Marco Fassone si chiariscano una volta per tutte sul concetto di condivisione e che trovino in fretta un accordo per organizzare al meglio il mercato di gennaio a budget 0. Per capirci, anzichè aspettare che l’attuale ad chiuda ipotetiche operazioni per poi aspettare l’autorizzazione dal futuro ad, forse sarebbe più opportuno pianificare insieme le strategie da seguire, se non altro per snellire i tempi. Anche perchè si lavora tutti con uno stesso obiettivo, o no?

7) Che qualcuno venga a bussare a gennaio alla porta di via Aldo Rossi con un bell'assegno da 6-7 milioni e si porti via Luiz Adriano; e qualcun altro faccia altrettanto con Josè Sosa in modo da consentire ai dirigenti rossoneri di presentarsi sul mercato con un piccolo gruzzoletto a disposizione. E se proprio la devo dire tutta, anche 25 milioncini per Bacca non mi dispiacerebbero: è vero che il colombiano è un bomber di razza, ma credo sinceramente che il Milan possa pretendere e meritare di meglio.