22 ottobre 2019
Aggiornato 05:00

La grande verità che ci lascia Roma-Milan

Una rosa inadeguata, cambi non all’altezza dei titolari e l’impossibilità di far rifiatare giocatori che ne avrebbero bisogno. È questo il lascito di Roma-Milan, partita giocata con coraggio e sfrontatezza dai ragazzini di Montella, ma persa per un paio di episodi frutto della stanchezza di alcuni protagonisti.

MILANO - Domenica pomeriggio, Torino: la Juventus è bloccata sul pareggio nel derby contro i granata. Max Allegri, allenatore della squadra campione d’Italia si volta, guarda la panchina e butta dentro Pjanic e Dybala al posto di Cuadrado e Mandzukic e vince il derby in carrozza. 

Roma, stadio Olimpico, lunedì sera: il Milan è sotto per 1-0 contro i giallorossi di Spalletti; Vincenzo Montella, allenatore dei rossoneri si volta, guarda la panchina e inizia a singhiozzare disperato. Poi in un rigurgito di orgoglio manda comunque in campo Mati Fernandez per Bertolacci, Luiz Adriano per Lapadula, Honda per Pasalic, ma perde lo stesso la partita.

Breve e triste storia dell’inadeguatezza della rosa del Milan.

Niang da 3

Ok, è vero, al Milan mancavano diversi calciatori importanti, i lungodegenti Montolivo e Calabria, e gli ultimi arrivati in infermeria Bonaventura e Bacca, ma questo non basta a giustificare la pochezza della rosa a disposizione di Vincenzo Montella. Prendiamo per esempio M’Baye Niang, pietra dello scandalo di giornata, divenuto in appena 8 giorni l’uomo più detestato dalla tifoseria rossonera. L’attaccante francese si è reso protagonista di due prestazioni consecutive da 3 in pagella (Crotone e Roma), impreziosite da due rigori strappati dalle grinfie di Gianluca Lapadula e calciati tra le braccia dei portieri avversari. 

Riposo mai

L’ex Montpellier non sta attraversando un gran momento di forma, il tecnico rossonero lo ripete come un mantra da giorni. Contro la Roma sembrava dovesse addirittura accomodarsi in panchina per lasciar spazio al giapponese Honda, salvo poi il ripensamento dell’ultimo momento di Montella. Ma il problema è tutto qui: Niang avrebbe bisogno di tirare il fiato, di fermarsi a riflettere, di ossigenare polmoni e idee, opzione però impraticabile perchè nella rosa del Milan non esiste un giocatore con determinati requisiti tecnico-tattici che possa sostituirlo.

Locatelli esausto

Situazione simile a quella di Manuel Locatelli. Il baby regista rossonero, dopo due mesi vissuti a 100 all’ora, sempre in prima fila a tirare la carretta e sobbarcarsi sulle giovani spalle da diciottenne il peso di una squadra prestigiosa e blasonata come il Milan, necessiterebbe di un po’ di riposo. Vedi ad esempio il tentativo troppo morbido di contrastare il belga Nainggolan nell’occasione del vantaggio giallorosso. Ma anche in questo caso, con chi sostituirlo? L’infortunio di Montolivo ha scombussolato i piani di mister Montella e adesso la coperta a disposizione del tecnico è decisamente troppo corta. 

Le vere colpe

La verità è che i tifosi, anzichè prendersela con i calciatori del Milan, quelli  che rischiano le figuracce scendendo in campo pur non essendo al meglio della forma, dovrebbero prendersela con chi, tra Pechino e Milano, sta rendendo l’operazione closing sempre più lunga ed intricata. Complicando in maniera esponenziale il lavoro dello staff tecnico rossonero costretto a fare - come si dice in questi casi - le nozze con i fichi secchi. La speranza è che qualcuno ai piani alti di via Aldo Rossi se ne renda conto in modo da pianificare qualche intervento nel mercato di gennaio, altrimenti il miracolo di Montella, riportare il Milan in Europa, rischia di andare inesorabilmente in fumo.