26 giugno 2019
Aggiornato 23:30

Milan, la promessa di Berlusconi: «Champions in 5 anni»

In un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, Silvio Berlusconi parla a cuore aperto del suo rapporto con il Milan e dei suoi 30 anni di presidenza. Tra passato («10 e lode il mio voto finora»), presente («Chiederņ a Mihajlovic di vincerle tutte fino alla fine») e futuro («Voglio altre due finali di Champions entro 5 anni»).

MILANO - Sabato 20 febbraio 2016 sarà una giornata importante per tutto il mondo Milan e soprattutto per Silvio Berlusconi. Si celebrano i 30 anni di presidenza ed in queste ore è tutto un florilegio di commemorazioni, analisi, commenti, bilanci, la fotografia di quanto il club di via Aldo Rossi (allora era ancora in via Turati) sia stato capace di fare in questo trentennio, non solo per i suoi tifosi ma per l’intero mondo del calcio.
L’intervista raccolta dalla Gazzetta dello Sport al presidente Silvio Berlusconi, motore inesauribile di questa straordinaria macchina da guerra chiamata Milan, offre un’immagine dai contorni nitidi di tutto ciò che è stato, che è e soprattutto che sarà per il popolo rossonero.

Il Passato (bello)
«Per questi 30 anni in rossonero mi do 10 e lode come voto. Sono stati trent’anni magici. Abbiamo vinto più di tutti. Ci siamo conquistati 363 milioni di simpatizzanti nel mondo. E soprattutto il nostro amore per il Milan è stato ripagato e ci ha riempito il cuore di felicità»
I momenti più esaltanti: «Ce ne sono stati tanti. Certamente indimenticabile è la vittoria a Barcellona della prima Coppa Campioni, battendo 4-0 la Steaua Bucarest. Ricordo lo spettacolo indimenticabile del Camp Nou completamente tappezzato di bandiere rossonere. Sull’autostrada per la Spagna si crearono veri e propri ingorghi di auto e di pullman imbandierati. Fu l’intero popolo rossonero, non soltanto la squadra, a vincere la Coppa. Ma sono indimenticabili, per motivi diversi, anche le due finali di Atene». 

Il Passato (brutto)
Quelli da cancellare: «La rimonta del Liverpool a Istanbul, quella incredibile finale di Champions perduta dopo aver chiuso il primo tempo in vantaggio per 3-0. L’abbiamo già cancellata con i due gol di Pippo nell’altra finale di Atene, due anni dopo, ancora contro il Liverpool. Invece ancora amara la finale di Champions del 1993. Eravamo arrivati a quell’incontro vincendo tutte le partite del torneo, 10 su 10, andata e ritorno. Perdemmo 1-0 la finale con il Marsiglia. Una partita stregata». 

I grandi campioni rossoneri
«Mi piacerebbe rivederli tutti i nostri campioni. Da Van Basten che ha lasciato il calcio troppo presto a Baresi, il nostro Capitano, da Savicevic a Ronaldinho, da Maldini a Costacurta, a Tassotti, a Donadoni, a Massaro. Da Weah a Gullit, a Sheva, a Kakà… Non posso citarli tutti. Ma ho voluto bene a tutti e per molti di loro sono stato un fratello maggiore. Aggiungo, con orgoglio, che il mio Milan è l’unica squadra nella storia del calcio ad aver piazzato, per due volte (1988 e 1989, ndr), tre giocatori ai primi tre posti del Pallone d’oro». 

Il presente
Oggi il Milan è ben lontano dai sogni di qualche tempo fa: «Forse non è così lontana come qualcuno pensa. Io sono stato impegnato su molti fronti con impegni difficili e anche dolorosi. Ma ora sono tornato in campo. E comunque non si può vincere sempre. Io sono entrato nel Milan in uno dei periodi peggiori della sua storia. Nei 5 anni precedenti, due li aveva giocati in Serie B, e gli altri tre li aveva chiusi rispettivamente al 14o, al 6o e al 5o posto in Serie A. Oggi il fatto stesso che il Milan sia al sesto posto è una notizia. Sembra strano ai tifosi, visto che, in trent’anni, per venti volte abbiamo concluso il campionato nei primi tre posti».
Sull’annosa questione della «duocrazia» Barbara Berlusconi-Adriano Galliani: «È la conferma che entrambi hanno a cuore il bene della squadra. Contraddicendo quello che l’età farebbe pensare, Barbara ragiona più da manager, Adriano più da tifoso». 

Il futuro
«Al Milan non lavoriamo solo per l’oggi. Stiamo ricostruendo una squadra per un nuovo ciclo con giovani promettenti e con molti fuoriclasse. Sono sicuro che ci riusciremo. Donnarumma, ad esempio, è uno dei tanti giovani del nostro vivaio e spero che rimanga con noi per altri vent’anni.
La trattativa con Mister Bee: «Il mio obiettivo è comunque il bene del Milan. Nel calcio moderno sono entrati soggetti dotati di risorse infinite e quindi è difficile rimanere competitivi al massimo livello. Per questo abbiamo ritenuto che l’apporto di energie e capitali freschi fosse necessario. Su questa base abbiamo una negoziazione in corso. Aspettiamo che si concluda». 

I prossimi obiettivi
Gli obiettivi a breve termine: «Alzare la Coppa Italia sarebbe importante. Vincere fa sempre bene, e comunque la Coppa Italia garantisce un posto in Europa, ma come regalo per i miei 30 anni di Milan chiederò a Mihajlovic di vincere tutte le partite da qui alla fine».
Gli obiettivi a lungo termine: «In questi anni abbiamo vissuto 8 finali di Champions. Entro cinque anni dobbiamo arrivare a 10».