20 novembre 2019
Aggiornato 06:00

Galliani e gli altri, promossi e bocciati alla fine del mercato

Un mercato invernale decisamente sotto tono, animato solo da Inter e Roma (grazie ai soldi freschi arrivati dalla Cina), e da Juventus e Napoli brave a lavorare per il futuro. Sul fronte Milan, la bocciatura per Galliani è inevitabile: gravissima la mancata cessione di Luiz Adriano che avrebbe garantito soldi freschi, ma altrettanto pericoloso non aver colmato la lacuna sulle fasce.

MILANO - Che quella appena conclusa possa essere indubbiamente considerata uno delle edizioni più scadenti e tristi del calciomercato invernale è sotto gli occhi di tutti. A parte la Roma che ha tirato dentro tre potenziali titolari (il rossonero El Shaarawy, Perotti e Zukanovic) e l’Inter che ha acquistato l’attaccante della Nazionale Eder, difficile segnalare altri movimenti rilevanti tra le grandi. Ma mentre Juventus e Napoli hanno ottimamente lavorato per il futuro, mettendo le mani su alcuni dei giovani più interessanti del panorama nazionale e internazionale (la Juventus Mandragora, Sensi, Rogerio, Lapadula, Caprari e l’ex rossonero Simone Andrea Ganz; il Napoli Grassi, Sportiello e Raicevic), le altre grandi - o presunte tali - Milan, Fiorentina e Lazio hanno oggettivamente deluso.

Il mercato dei grandi ritorni
Una volta veniva chiamato mercato di riparazione. Ecco, pensare che cavalli di ritorno quali Zarate, Benalouane, Boateng, Constant, Kuzmanovic, Alvarez, tutti già allontanati dalla nostra serie A senza troppi rimpianti, possano tornare in Italia a sistemare i problemi di Fiorentina, Milan, Bologna, Udinese e Sampdoria, pare francamente poco credibile. A testimonianza del fatto che nel nostro campionato girano pochi soldi e ancor meno idee.

Roma e Inter ricche grazie ai cinesi
Le uniche squadre che hanno avuto cash importante da investire sono Roma e Inter, guarda caso le sole che sono riuscite a vendere in Cina (la Roma Gervinho per 18 milioni, l’Inter Guarin per 13). Ed ecco emergere l’insofferenza del popolo rossonero: è possibile che l’unico club che non sia riuscito a chiudere un affare con i munifici cinesi sia stato proprio il Milan, illuso con i 15 milioni offerti per Luiz Adriano e poi rimasto con un pugno di mosche in mano?
E non ci si venga a dire che è stata sbagliata la scelta dell’acquirente, visto che lo stesso Jiangsu Sunin, che ha rispedito al mittente il centravanti brasiliano del Milan, ha contestualmente versato nelle casse del Chelsea ben 28 milioni di euro per prendere l’altro verdeoro Ramires. Come a dire, i soldi c’erano, bastava solo intavolare una trattativa in maniera corretta.

Galliani e quei ritornelli non onorati
Scontata e comprensibile l’esasperazione dei tifosi milanisti, sempre più esacerbati nei confronti del lavoro di Adriano Galliani. Il suo storico ritornello «Se non esce nessuno non entra nessuno» è stato rinnegato sfacciatamente se pensiamo che all’uscita multipla di Suso, Cerci, De Jong e Nocerino (forse) l’ad rossonero ha risposto solo con l’entrata di Boateng. Per non parlare dell’altro refrain tanto caro all’unico uomo mercato del Milan «Siamo a posto così, siamo coperti in ogni ruolo», spudoratamente smentito dall’evidenza: in rosa mancano alternative per Bonaventura e Honda a cui auguriamo un prosieguo di stagione sereno, altrimenti per mister Mihajlovic saranno guai.