16 luglio 2019
Aggiornato 02:30

Troppe voci stonate nel coro di Mihajlovic

L’elenco dei promossi e bocciati dopo il derby perso contro l’Inter è pieno di sorprese. Inattesa la bella prova di Kucka, così come il ritorno in grande stile di capitan Montolivo e di Mario Balotelli. Deludono ancora una volta Honda e De Sciglio, affiancati stavolta da Bacca, Luiz Adriano e Bonaventura.

MILANO - Quando un derby combattuto ed equilibrato come quello disputato ieri sera da Inter e Milan viene deciso da un’improvviso capovolgimento di fronte - l’imperiosa cavalcata di Fredy Guarin proprio mentre i rossoneri tengono impegnata l’intera retroguardia interista con un’incoraggiante e corale manovra di pressing offensivo - vuol dire che ai Mancini Boys quest’anno deve andare tutto bene per forza. 

Un derby deciso dagli episodi
Lungi dal volersi piangere addosso e aggrapparsi alla disdetta degli episodi negativi (i clamorosi gol divorati nel primo tempo da Luiz Adriano, il palo di Balotelli, le parete sempre decisive di Handanovic) al Milan resta la sensazione di essere sulla strada giusta per un pronto e deciso rilancio. Ma con la consapevolezza che c’è ancora tanto da lavorare.
Perché è vero che l’orchestra presentata da Sinisa Mihajlovic per il gran gala della Scala del calcio ha strappato applausi ai tanti tifosi rossoneri alla ricerca di una risposta positiva dopo un inizio di stagione deludente, ma è altrettanto innegabile che troppe voci fuori dal coro hanno minato la perfetta riuscita dell’esibizione.

Le note liete del Milan
Partiamo dalle note liete emerse dal terzo derby stagionale tra Inter e Milan. La sorpresa più gradita è stata vedere in campo Riccardo Montolivo dal primo minuto riappropriarsi del centrocampo rossonero con carisma e sapienza tattica. L’ex viola, messo da parte nelle prime due giornate di campionato per lasciar spazio a Nigel De Jong, ha dimostrato quanto può cambiare la velocità di manovra milanista se davanti alla difesa viene schierato il capitano azzurro o quello olandese. La condizione fisica è ancora approssimativa, e non potrebbe essere altrimenti, ma contro l’Inter si è avuta la netta sensazione che il Milan potrebbe aver ritrovato il regista che mancava in rosa dai tempi della partenza di Andrea Pirlo.

Bravi Montolivo, Kucka e Balotelli
Accanto a Montolivo è stata apprezzabile la prova di Kucka. Bersagliato finora dall’ironia dei tifosi, tutt’altro che felici della consueta operazione di mercato tra Galliani e Preziosi, il centrocampista slovacco ha sostituito Bertolacci con personalità e vigore, tanto da riscuotere applausi convinti dal diffidente pubblico milanista. Soddisfacente anche la prova dell’altro neoacquisto Romagnoli, malgrado l’indecisione nell’azione del gol nerazzurro, e di Mario Balotelli, subentrato a mezz’ora dalla fine e artefice di tutti i pericoli più grossi portati dai rossoneri alla porta di Handanovic nella ripresa. 

Male l’attacco rossonero
Le dolenti note arrivano dall’attacco. I gemelli del gol Bacca e Luiz Adriano, dopo l’incoraggiante prova contro l’Empoli, nel derby hanno marcato visita. Il colombiano si è tenuto in disparte per larga parte dell’incontro, tanto da indurre Mihajlovic a sostituirlo nella ripresa, Luiz Adriano invece si è proposto tanto ma ha fallito tre clamorose palle gol nel primo tempo che avrebbero potuto disegnare un esito diverso per la stracittadina. Anche Bonaventura ha rimediato un’insufficienza pesante, ormai appesantito da una sorta di crisi d’identità: trequartista, mezzala, attaccante esterno, qual è il ruolo ideale per l’ex atalantino? Probabilmente non è chiaro più nemmeno al diretto interessato e i risultati si vedono poi sul campo.
Prestazione negativa anche per Mattia De Sciglio, troppo distratto sia nell’azione del gol nerazzurro che alla fine del primo tempo, quando dimentica di mettere in fuorigioco Icardi che per poco non castiga il Milan.

Honda il peggiore in campo
La palma del peggiore in campo però va indubbiamente a Keisuke Honda, ancora una volta rivelatosi inadeguato a leggere lo spartito scritto per lui dal tecnico rossonero. Che sia un problema di deficit di personalità o di mancanza di qualità tecnico-tattiche ormai è come discutere del sesso degli angeli. L’unica cosa certa è che il ruolo da trequartista nel Milan non può essere occupato dal giapponese, altrimenti si rischia di coinvolgere nel grigiore generale anche Bacca e Luiz Adriano, indubbiamente due ottimi attaccanti ma per questo bisognosi di assist e rifornimenti all’altezza.
L’augurio è che Mihajlovic da una parte e Galliani dall’altra abbiano capito come e dove intervenire. La stagione è ancora lunga e il Milan ha il dovere e le possibilità di recuperare il terreno perduto. Basta liberarsi delle zavorre inutili.