15 settembre 2019
Aggiornato 09:30

Attacco a Galliani: poche idee ma ben confuse

È l'alba di una nuova stagione e sebbene questo sia stato l’anno del rilancio economico (già quasi 85 milioni spesi sul mercato), il centrocampo del Milan continua a mostrare falle paurose. Dei tanti nomi fatti nelle ultime settimane nessuno sembra fare realmente al caso rossonero. E i tifosi iniziano a mugugnare.

MILANO - Il paradosso in casa Milan è che non si spendevano così tanti soldi da molto tempo. E mentre nei lunghi anni di austerità si cercava di giustificare l’amministratore delegato per la parte sportiva Adriano Galliani, ammettendo l’oggettiva difficoltà di fare mercato senza risorse, ora gli alibi sono finiti. Quasi 100 milioni spesi in questa lunga estate calda e siamo ancora ben lontani dal poter delineare nel nuovo Milan di Sinisa Mihajlovic una fisionomia di squadra ben precisa.
L’ultima settimana di mercato è stata emblematica: da una parte il sogno Ibrahimovic, dall’altra i tanti nomi per il centrocampo a rincorrersi su tutte le pagine dei giornali, sui social network, sui forum dei tifosi. Ed alla fine a firmare un nuovo contratto con il Milan è stato Mario Balotelli. Si proprio il calciatore giubilato nemmeno 12 mesi fa per assoluta inadattabilità ad una realtà complessa come quella rossonera.

Già spesi 85 milioni ma ancora mancano pezzi
Naturale che, complice anche l’inattesa ma dolorosa sconfitta subita alla prima di campionato in casa della Fiorentina, i tifosi rossoneri abbiano iniziato a brontolare.
Ciò che disturba la tifoseria è l’assoluta mancanza di idee chiare su come procedere: innanzitutto avere idea del budget a disposizione, poi cercare di capire in che zone del campo la squadra necessiti di innesti e alla fine individuare i nomi giusti da portare a Milanello.
Al Milan però, ormai da troppo tempo, non si lavora più in questo modo. Sulla scia di quanto costretto a fare negli ultimi anni, Adriano Galliani si è specializzato nella strategia porta a porta: ovvero bussare alla porta degli amici presidenti, direttori sportivi, procuratori, nella speranza di riuscire a rimediare qualche occasione last minute.

Primi dubbi con l’operazione Balotelli
L’inizio del mercato, grazie anche ad una ritrovata solidità economica, aveva lasciato presagire nuovi e più incoraggianti scenari. E invece siamo ancora qui a domandarci se al Milan abbiano realmente capito chi è che serve a questa squadra e come andare a strapparli alla concorrenza. Dell’incomprensibilità dell’operazione Balotelli abbiano scritto fino alla sfinimento, giustificando il ritorno della «mela marcia» solo pensando alla promessa di Mino Raiola di portare al Milan l’anno prossimo Ibrahimovic (che poi a 35 anni suonati c’è ancora da capire quanto Zlatan potrà ancora dare alla causa, ma questo è un altro discorso).
Quello che invece non si riesce proprio a capire è quali siano le strategie rossonere per andare a colmare la lacuna sempre più evidente in mezzo al campo.

Tanti nomi per il Milan, ma chi serve là in mezzo?
Negli ultimi giorni abbiamo sentito parlare in ordine sparso di: Soriano, Witsel, Illaramendi, Moutinho, Song e, last but not least, Pierre-Emile Höjbjerg, per i meno informati, centrocampista centrale del Bayern Monaco, classe ’95 e molto promettente.
Inutile dire che ci troviamo di fronte a profili di calciatori molto diversi tra loro e già questo è un primo segnale di confusione dirigenziale: al Milan serve una mezzala alla Soriano o alla Witsel oppure un regista alla Moutinho, oppure ancora un diga di centrocampo bravo a distruggere ma non a costruire come Song o Illaramendi?
La speranza è che il tecnico Sinisa Mihajlovic abbia le idee chiare in tal senso. Ma se così fosse perché non andare spediti in quella direzione anziché abboccare a ogni amo lanciato verso via Aldo Rossi da procuratori ingordi?

Le altre si rinforzano, il Milan attende
La triste realtà è che ormai al mercato manca meno di una settimana e mentre le altre rivali per la lotta alle prime posizioni in campionato continuano a rinforzarsi (la Juve con Cuadrado e magari Witsel; l’Inter con un paio di attaccanti tra Perisic, Lamela e Lavezzi; la Roma con Digne etc. etc.) al Milan si continua a brancolare nel buio in attesa che l’occasione giusta venga a bussare alla porta di Galliani anziché il contrario.
Il risultato è che alla fine probabilmente arriverà l’ennesimo giocatore inutile, probabilmente in prestito gratuito perché ormai si è speso anche troppo, che non farà crescere neppure di una tacca il tasso qualitativo della squadra né le speranze dei tifosi di raggiungere un posto Champions. E già inizia a materializzarsi lo spettro di un’altra stagione fallimentare.
Legittime paure o semplice catastrofismo? Lo scopriremo nei prossimi mesi.