20 maggio 2019
Aggiornato 14:30

Milan, è Biglia l’ultima suggestione di mercato

Sistemato il reparto difensivo con l’acquisto di Romagnoli, al Milan si guarda avanti. Appare sempre più evidente la necessità di un uomo d’ordine in mezzo al campo e l’attenzione della dirigenza rossonera sembra orientata su Lucas Biglia, regista argentino della Lazio in rotta con Lotito ma inseguito dalle big di mezza Europa.

MILANO - Un passetto dopo l’altro e finalmente il nuovo Milan di Sinisa Mihajlovic inizia a prendere forma. Formalizzato l’acquisto del baby Romagnoli dalla Roma (25 milioni di euro secchi, senza bonus, pagabili in 5 rate annuali da 5 milioni, con percentuale del 30% da destinare alla Roma in caso di rivendita per un prezzo superiore alla cifra pagata dal Milan), Adriano Galliani ha adesso tutto il tempo di dedicarsi a puntellare la rosa rossonera e colmare quelle lacune ormai fin troppo evidenti. È vero che un’amichevole non fa primavera - e di conseguenza nemmeno pieno inverno - ma è innegabile che la duplice scadente prestazione del Milan nell’Audi Cup, al cospetto di Bayern Monaco e Tottenham, qualche campanello d’allarme l’abbia fatto scattare.

I problemi nascono a centrocampo
Parliamo di pericolosi deficit in ogni zona del campo, dalla difesa, sempre troppo ballerina ed esposta alle folate offensive degli avversari, all’attacco,  reparto che malgrado l’inserimento di due devastanti bocche da fuoco come Bacca e Luiz Adriano ancora non è riuscito a regalare ai tifosi del Milan lo straccio di un gol. Ma come ci insegnano da sempre i grandi vecchi del calcio, perché una squadra sia equilibrata e funzioni come un orologio sia davanti che dietro è fondamentale che sia guidata da un centrocampo all’altezza. È dalla zona nevralgica del campo che dovrebbero partire i suggerimenti vincenti per le punte, ed è sempre da lì che dovrebbe arrivare la copertura necessaria per la difesa. Ecco quindi che per colpa di una linea mediana ancora non ben registrata è tutto il Milan a risentirne.
Probabile che le debolezze palesate dai ragazzi di Mihajlovic siano legate ai carichi - imponenti - di lavoro, imposti dal tecnico serbo ai calciatori del Milan in questo primo mese di preparazione e che quindi con l’avvicinarsi della prima giornata di campionato (Fiorentina-Milan, in programma domenica 23 agosto), il gioco sarà più brillante, ma inutile aspettarsi miracoli. A meno che non si aggiunga a questa rosa ciò che oggettivamente manca: un regista dai pieni buoni.

Tutti i limiti di De Jong in regia
Inevitabile che l’occhio critico di giornalisti, addetti ai lavori, tifosi, si sia poggiato caustico su Nigel De Jong, individuato come la prima causa di tutte le difficoltà nella costruzione del gioco palesata dal Milan negli ultimi anni. L’olandese, arrivato al Milan nell'agosto 2012, ha raggiunto in maglia rossonera un discreto terzo posto il primo anno, per poi scivolare all’ottava e alla decima piazza. Peccato che nel migliore Milan dell’ultimo triennio De Jong sia rimasto fuori per un lungo infortunio che l’ha tenuto lontano dai campi da gioco per quasi 6 mesi. Non che adesso tutti i limiti della squadra rossonera debbano necessariamente ricadere sul pugnace mediano orange ma è evidente che il ruolo di centrale davanti alla difesa meriti di essere assegnato ad un calciatore in grado di far funzionale testa e piedi all’unisono, di rendere equilibrata la manovra e soprattutto di far girare velocemente il pallone per impostare il gioco. Non proprio il ritratto di De Jong, capace di far ripartire l’azione solo con passaggi indietro o al massimo in orizzontale.

Biglia nome nuovo per il centrocampo rossonero
Nelle ultime settimane è stato tutto un susseguirsi di ipotesi, opzioni, congetture, indiscrezioni, ma i nomi dei centrocampisti accostati al Milan erano sempre quelli, Witsel, Soriano, addirittura Boateng. Tutti calciatori abili a giostrare nel ruolo di mezzala, tuttalpiù da trequartista, ma di registi puri nemmeno l’ombra.
Da qualche giorno invece hanno iniziato a circolare profili di playmaker di ruolo: Adam Maher, olandese del Psv, classe 1993; İkay Gündoğan, 25enne tedesco di origini turche del Borussia Dortmund; il giovanissimo Youri Tielemans, classe ’97 dell’Anderlecht.
Il nome nuovo però è quello di Lucas Biglia, uomo d’ordine della Lazio di Pioli e protagonista indiscusso della fantastica scalata biancoceleste al terzo posto in classifica nello scorso campionato. Attorno al 29enne argentino tira aria di burrasca, specie dopo le dichiarazioni rilasciate alla vigilia della Supercoppa italiana («Non so se resterò») che hanno infastidito la dirigenza laziale. Sulle tracce di Biglia ci sono già Manchester United e Real Madrid, con il Milan intenzionato a bussare alla porta di Lotito per chiedere informazioni. Inutile dire che la cifra richiesta sarebbe molto alta, non meno di 30 milioni di euro (già respinta una prima offerta di 25 milioni dello United), ma Galliani ha già dimostrato che se punta un obiettivo alla fine lo porta a casa. Vero Romagnoli?