19 agosto 2019
Aggiornato 16:00

Diamo i voti al campionato – 10^ giornata

Giornata di campionato deprimente per le metropoli Milano e Roma. In compenso ridono Genova e Napoli, grazie ai successi straordinari di Sampdoria, Genoa e degli azzurri di Benitez. A preoccupare è soprattutto l’inspiegabile crollo di Inter e Milan, precipitate in un vortice pericoloso dal quale Mazzarri e Inzaghi faranno fatica a tirarle fuori.

SAMPDORIA, voto 8  – Come i punti conquistati dai blucerchiati nelle ultime 5 partite, giocate contro Fiorentina, Inter, Roma, il brillante Cagliari di Zeman e l’Atalanta. A dimostrazione che la Sampdoria quest’anno è in grado di giocarsela contro chiunque e faranno bene a ricordarlo i giocatori del Milan, chiamati sabato sera ad un delicato scontro frontale contro i gasatissimi ragazzi di Sinisa Mihailovic. A questo punto, dopo 10 giornate disputate, non si può più parlare di fuoco di paglia e i 19 punti ottenuti dai doriani, con conseguente terzo posto solitario in classifica (in attesa della partita della Lazio) sono da considerarsi il giusto e meritato premio per un gruppo che sta facendo un lavoro sensazionale, consacrando il tecnico serbo come uno degli allenatori più preparati della nostra serie A.

GENOA, voto  8 – Come le reti segnate dai rossoblu negli ultimi 4 incontri. E pensare che senza l’assurdo pareggio casalingo contro l’Empoli di un paio di settimane fa, arrivato grazie ad un clamoroso gol di mano dei toscani ed inspiegabilmente non visto dai 6 giudici di gara, oggi il Genoa potrebbe vantare 5 vittorie consecutive ed un terzo posto incredibile, davanti persino agli eccellenti cugini sampdoriani. Lasciando da parte però ciò che poteva essere e non è stato, la vittoria conquistata al Friuli di Udine bissa il successo ottenuto al 94’ contro la Juventus e legittima i rossoblu come uno delle principali rivelazioni del campionato. Merito del gran lavoro svolto da Giampiero Gasperini che può sfregarsi le mani al pensiero dei tanti giovani pronti a diventare campioni (Perin, Sturaro, Iago Falque, Bertolacci Mandragora), ma anche coccolarsi i suoi giocatori ritrovati (Matri, Antonini, Kucka, Antonelli).

NAPOLI, voto 7 – Come la differenza reti, saldo positivo tra i 19 gol fatti (miglior attacco della serie A) e i 12 subiti (peggiore difesa tra le prime sei squadre in classifica). Quella di sabato è comunque una giornata da celebrare per il calcio napoletano. Innanzitutto per la vittoria schiacciante degli azzurri contro la Roma che getta nel panico la storica avversaria giallorossa e lancia un segnale importante al campionato; e poi per il successo sugli spalti dove, a parte l’esposizione di uno striscione decisamente di cattivo gusto, è filato tutto liscio, come ci si augurava alla vigilia. Il Napoli visto al cospetto della Roma è sembrata una squadra nuova, finalmente libera della scimmia ingombrante e fastidiosa dell’eliminazione dalla Champions League. È indubbio che la vittoria schiacciante contro la Roma regali al campionato una nuova regina, ma Rafa Benitez è chiamato ad un lavoro importante e delicato per riportare i suoi ragazzi lassù in cima, a lottare per i posti che competono ai partenopei.

ROMA, voto 4 – Come i punti ottenuti in 3 partite dopo la sonora scoppola rimediata dal Bayern Monaco in Champions League. Un bottino di certo non soddisfacente per i giallorossi, ma a questo punto è evidente che il 7-1 casalingo rimediato dalla corazzata bavarese abbia lasciato strascichi profondi nella testa dei calciatori della Roma. È come se d’un tratto i giallorossi avessero perso tutte le loro certezze e la sicurezza conquistata in oltre una stagione di preziosi successi e grandi prestazioni. Se Rudi Garcia vorrà indossare di nuovo i panni di Superman, sarà necessario trovare in fretta un efficace antidoto per neutralizzare gli effetti della kryptonite lasciata come sgradito dono dall’ex Pep Guardiola.

INTER, voto 3 – Come le vittorie consecutive che l’Inter non riesce proprio a conquistare. Anche stavolta la stessa storia: dopo due successi, preziosi quanto fortunati (entrambi di rigore, contro Cesena e Sampdoria), la trasferta di Parma, fanalino di coda, poteva rappresentare il momento della svolta. E invece i nerazzurri sono crollati ancora, riuscendo a regalare un successo inatteso ad una squadra che veniva da 6 sconfitte consecutive. Mazzarri ora è sempre più solo sul banco degli imputati. I tifosi nerazzurri lo detestano da tempo, ma stavolta anche il presidente Tohir, dalla lontana Indonesia, sembra aver perso la pazienza. Che stiano per arrivare gli otto giorni anche per il tecnico livornese?

MILAN, voto 2 – Come le sconfitte già maturate in casa dopo appena 10 giornate di campionato. Ma due anche come i minuti giocati da Alex, prima dell’infortunio muscolare che ha segnato inesorabilmente la partita del Milan. Chiamato a sostituire il brasiliano è entrato Zapata, vero protagonista in negativo della batosta rossonera: prima con un clamoroso autogol e poi, dopo nemmeno 2 (ancora 2) minuti, lasciandosi bruciare da Dybala in una maniera tanto goffa quanto inspiegabile. Naturalmente il fallimento del Milan non è imputabile solo alla giornata no del colombiano. Sulla lista dei cattivi trovano spazio praticamente tutti gli uomini schierati da Inzaghi (tranne il rientrante portiere Diego Lopez), compreso lo stesso allenatore, infilatosi in un tunnel di dubbi e di incertezze da cui non riesce più ad uscire. E nel prossimo turno di campionato c’è in programma un Sampdoria-Milan che è tutto un programma. Auguri!