17 luglio 2019
Aggiornato 03:00

Milan, il mistero dei titolari per forza

Il rocambolesco pareggio dei rossoneri a Empoli lascia in eredità, oltre a tutte le solite insicurezze difensive, anche un altro interrogativo inquietante: perché giocatori come Bonera e Muntari trovano sempre posto tra gli undici titolari?

Doveva essere la partita del riscatto, dopo l’impietosa sconfitta subita nel turno precedente di campionato per mano dei campioni d’Italia delle Juventus, e invece a Empoli è andato in scena un Milan schizofrenico, impresentabile in difesa e - a tratti - esaltante in attacco, grazie alla superiorità tecnica dei suoi protagonisti. Il risultato di 2-2 è stata la naturale conseguenza di questa altalena di emozioni.

La retroguardia rossonera è stata capace, per quanto assurdo possa sembrare, di fare ancora peggio che a Parma, dove Diego Lopez (ieri sostituito da Abbiati) è stato costretto a raccogliere la palla in fondo al sacco ben quattro volte. Ieri i gol subiti sono stati «solo» due, ma le occasioni concesse all’Empoli (non al Real Madrid o al Bayern Monaco) rappresentano un serio campanello d’allarme. Troppo brutto per essere vero, verrebbe voglia di dire, e invece la sensazione che attanaglia i tifosi del Milan è che sia proprio questo il trend che a cui doversi abituare. Anche stavolta i gol sono arrivati da palle inattive, quindi frutto di disattenzioni individuali gravissime, ma non ci si è mica limitati a quello. E no, perché gli avanti empolesi possono mangiarsi le mani per aver sprecato diverse altre nitide palle gol, specialmente ad inizio ripresa, grazie alle quali avrebbero potuto stroncare il tentativo di rimonta del Milan e sigillare definitivamente la partita.

Per fortuna dei rossoneri, Tavano, Verdi, ancora Pucciarelli e Maccarone, hanno risparmiato il diavolo, lasciando così ai rossoneri la possibilità di rientrare in partita.

Un errore fatale perchè lì davanti Filippo Inzaghi può contare su tale e tanta qualità offensiva, da riuscire a creare pericoli a chiunque. Ieri, grazie ad un bellissimo gol, in copertina è finito Torres, in rete all’esordio da titolare come illustri colleghi quali Van Basten e Weah. Ma la ribalta è toccata anche a Keisuke Honda, autentica sorpresa della stagione in casa Milan, anche ieri protagonista di un’ottima gara e soprattutto al terzo gol in quattro partite. Sul tabellino dei marcatori avremmo potuto trovare anche l’altra grande rivelazione rossonera, Jeremy Menez, ma il suo destro di prima intenzione dal limite dell’area, messo in ritmo da un’ottima azione di Torres, si è schiantato contro la traversa di un immobile Sepe, strozzando in gola l’urlo di liberazione dei tifosi milanisti.

Le dolenti note però restano, così come i peggiori in campo in casa Milan. Ieri a finire sulla lavagna dei bocciati – e non è purtroppo una novità - Daniele Bonera e Sulley Muntari. Il primo colpevole in entrambi i gol empolesi: nell’azione dell’1-0 si è perso inspiegabilmente Tonelli che di testa ha bucato Abbiati; sul secondo si è letteralmente addormentato sul passaggio filtrante – sempre su calcio da fermo – finito sui piedi di Pucciarelli, quasi incredulo di fronte a tanta generosità.

Muntari invece, falloso, confusionario, irritante come mai, oltre a non aver combinato praticamente nulla in campo, ha rischiato il rosso già nel primo tempo, costringendo Inzaghi a sostituirlo già all’intervallo per non correre guai peggiori.

La domanda che non trova risposte plausibili tra i tifosi, da ieri sera scatenati sul web in una caccia alle streghe (anzi, una caccia a Bonera e Muntari) è perché i due succitati, malgrado evidentissimi limiti tecnici e tattici continuino imperterriti a scendere in campo con la maglia da titolare del Milan.

Il difensore bresciano, secondo le malelingue, pare si sia guadagnato eterna riconoscenza per essersi distinto nella campagna di delazione nei confronti di Clarence Seedorf. Chiacchiere, voci di corridoio, sussurri, ai quali non è nemmeno corretto prestare troppa attenzione, ma la domanda resta: con una batteria di centrali di difesa formata da Alex (ieri ancora infortunato), Zapata, Rami, Mexes, Zaccardo, perché l’unico inamovibile resta sempre Daniele Bonera?

Per Muntari la situazione è ancora più inspiegabile. Il centrocampista ghanese non è mai stato un fenomeno, nè troppo tecnico, né troppo corretto, né disciplinato tatticamente, eppure lui è sempre lì in mezzo al campo. Cambiano gli allenatori (Allegri, Seedorf, Inzaghi) ma nessuno è disposto a rinunciare a lui. Va bene la mancanza di qualità nel centrocampo rossonero, ma davvero da tre anni a questa parte non è stato possibile trovare di meglio?