16 gennaio 2021
Aggiornato 04:00
Renzi alle strette

Polillo: E’ l’ora di rottamare l’articolo 18

Non basteranno la riforma del Senato e quella della Legge elettorale. La vera sfida del governo Renzi si giocherà piuttosto nel far ripartire (o meno) l’economia, affrontando nodi cruciali come il problema dell’occupazione, che non si risolveranno senza eliminare le ingessature del sistema economico odierno.

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Non solo riforma del Senato e della legge elettorale. La sfida più importante per il governo Renzi resta quella dell’economia,  e occorre affrontare a stretto giro la riforma del lavoro e il problema della disoccupazione.

Se da un lato, infatti, il premier sembra essersi conquistato il favore dell’elettorato nazionale come un Don Giovanni in grado di affascinare le folle grazie alle sue ottime capacità comunicative, dall’altro  non mancano giornali ed editoriali pronti a scagliarsi contro di lui o a prenderne le distanze. Tutta la partita di Renzi rischia allora di giocarsi sul fronte più importante per il paese,  quello politico-economico, perché è da qui che bisogna ripartire.  Ad oggi non esiste ancora un programma vero e proprio per affrontare la crisi economica nazionale, e non si sente parlare, se non raramente, di terzo settore, giovani e occupazione. Servono pragmatismo e proposte concrete sul tavolo delle riforme. Alla necessaria modifica del Porcellum, infatti, si affianca prepotentemente e urgentemente il nodo occupazionale, e tra le priorità che il governo dovrà affrontare c’è anche quella  dell’art. 18.

Renzi ribadisce, in un’intervista al Tg4,  che: "L’art.18 è un totem ideologico intorno al quale danzano i soliti addetti ai lavori che non si preoccupano dei problemi reali del paese, ma fanno solo discussioni ideologiche". Tuttavia, la questione del reintegro o meno dei lavoratori resta aperta, e si qualifica come sostanziale per procedere al ‘piano lavoro’ proposto dai renziani.

Ne è convinto  Gianfranco Polillo, sottosegretario all’Economia del governo Monti: «Vanno individuate le battaglie giuste da affrontare, tra le quali ci sono quelle dello shock fiscale, la riduzione dell’apparato pubblico, una lotta molto più decisa antiburocratica, nonché la rimessa in discussione di uno dei tabù che ci portiamo dietro dagli anni Settanta, e che ha rappresentato uno degli elementi di freno più importanti alla crescita complessiva del paese: quello dell’art. 18. Finalmente, all’interno della maggioranza, si leva una voce a favore di quella che è una condizione imprescindibile per rimettere in moto l’economia: l’eliminazione dell’art. 18 dello Statuto dei lavoratori.»

«Il problema», prosegue Polillo, «è capire quando ci si arriverà, ma che sia necessaria questa soluzione oggi è ormai ineludibile».