16 ottobre 2019
Aggiornato 08:30
Bankitalia

Bankitalia, «Renzi mandante, Boschi braccio, Gentiloni aggirato»

La denuncia di Carla Ruocco del Movimento 5 Stelle, il commento di Meloni e la spiegazione di Renzi

Maria Elena Boschi, il premier Paolo Gentiloni e il segretario del Pd Matteo Renzi
Maria Elena Boschi, il premier Paolo Gentiloni e il segretario del Pd Matteo Renzi ANSA

ROMA - "Dalle chat del Pd emergono chiaramente le varie parti in commedia. In attesa di sapere se il sottosegretario Boschi ha mentito o meno al Parlamento riguardo il proprio interessamento diretto circa il salvataggio di Etruria e le pressioni presso l'ex ad di Unicredit Ghizzoni, è evidente che la mozione dem nasce dal tentativo di un'ala del partito di vendicarsi nei confronti del governatore Visco. Che ruolo ha avuto l'ex ministra per le Riforme? Di sicuro il premier Gentiloni è stato bellamente aggirato». Se lo chiede la deputata M5S Carla Ruocco, membro della Commissione Finanze. "Noi attacchiamo Visco a difesa dei piccoli investitori. Invece, è evidente che sono del tutto differenti gli scopi che muovono un partito il cui governo si regge grazie al sostegno di Denis Verdini, pluri-inquisito e condannato in primo grado proprio per il crac di una banca. Il M5S tutela il risparmio - conclude Ruocco - Il Pd invece protegge gli orticelli delle proprie clientele locali e nazionali".

"Ogni mezzuccio per fare campagna"
Dalle chat del Pd emerge come il blitz di Renzi su Visco abbia "completamente scassato" il suo partito. "Ma d'altronde a lui non frega nulla. Cerca qualunque mezzuccio, anche privo di credibilità, per fare campagna elettorale». Lo osserva Alessio Villarosa, componente M5S della Commissione Finanze Camera. "Noi giriamo da anni l'Italia per raccontare cosa accade nel settore del credito. Noi abbiamo avuto il merito di porre la questione Bankitalia in Parlamento. Fino a poche ore prima del voto, il Pd non aveva nemmeno una sua mozione. E' chiaro che le mosse del segretario Pd, spalleggiato dalla sottosegretaria Boschi, rappresentano l'ennesima presa in giro ai danni di centinaia di migliaia di risparmiatori che sono finiti per strada anche a causa dei provvedimenti degli ultimi due governi", conclude Villarosa.

Tremonti: "Errore enorme"
"Demenziale e strumentale quello che è stato fatto da Renzi e dalla Boschi, responsabile è invece l'atteggiamento del Quirinale" sono invece le parole di Giulio Tremonti, ministro del Tesoro dei governi Berlusconi, in una intervista a Repubblica. Spiega Tremonti: "I tedeschi hanno aperto una stagione che mira al consolidamento del nostro debito e che passa per le banche, dato quello che sta arrivando destabilizzare su Bankitalia è un errore enorme, Uno statista dovrebbe guardare avanti e non indietro». Insomma la mozione dem, aggiunge Tremonti, "non ha senso", "non mi pare il momento di agire sul piano personale, antropomorfo, vendicativo, familiare, soggettivo e sul passato. Sui limiti della vigilanza e sulla caduta alcune sacralità ci sarà tempo per tornare». Inoltre, conclude Tremonti, è "propagandisticamente suicida".

Renzi: "Governo non era solo informato, era d'accordo"
Intanto Matteo Renzi prova a tirare i remi in barca: "Il governo non era semplicemente informato: era d'accordo" si è affrettato a dire il segretario dem. La mozione parlamentare "non solo era nota al governo, ma come sa chi conosce il diritto parlamentare questa mozione prevedeva che il governo desse un parere. Che c'è stato. Ed è stato positivo». L'esecutivo - prosegue Renzi - è composto da "persone serie, non danno parere positivo senza sapere di cosa stanno parlando». Dunque, secondo il leader democratico sarebbe "evidente" che il governo "sapesse e che anche fosse d'accordo». Renzi ribadisce che "noi rispetteremo qualunque scelta verrà fatta dalle autorità preposte sul nome del prossimo governatore. Auspico che scelgano la persona migliore: se il governo riterrà che la persona migliore sia l'attuale governatore, ne prenderemo atto. Ma il rispetto istituzionale non significa non chiedere chiarezza rispetto a ciò che è successo. Noi abbiamo la coscienza a posto, spero che tutti possano dire lo stesso".

"Nessuno sconto a nessuno"
Renzi si dice dispiaciuto per "le polemiche di Veltroni e Napolitano e di tutti gli altri, anche se rispetto la loro opinione. Ogni discussione aiuta a crescere, ma rimango stupito nel vedere reazioni così dure a un semplice atto parlamentare" e "qui non è in ballo il galateo istituzionale né la scelta del nome, ma il ruolo e la dignità del Parlamento». Renzi respinge anche le accuse di chi pensa che l'atteggiamento del Pd verso Bankitalia sia condizionato dalla vicenda Banca Etruria. "È offensivo solo pensarlo - afferma -. Noi non abbiamo fatto sconti a nessuno e il padre della Boschi, vicepresidente non esecutivo di Banca Etruria per un anno, è stato mandato a casa come tutti, con il nostro commissariamento. Nessuno sconto, altro che discorsi. C'è qualcuno però che strumentalizzando pensa di far credere che il problema delle banche italiane nasca e finisca ad Arezzo e questo è assurdo». "Vorrei - conclude Renzi - che chi ha sbagliato pagasse, chi si è mangiato i soldi degli italiani ne rispondesse, che non finisse tutto nel dimenticatoio come spesso accade in Italia. È lesa maestà domandare se chi doveva vigilare ha fatto tutto bene? Se poi sono tutti convinti che andasse bene così, beh, si sappia che il Pd la pensa in modo diverso. Quanto a me: non sono il tipo che si ferma alla prima difficoltà. Anzi, se qualcuno vuole approfondire questa delicata questione ci troverà collaborativi e curiosi fin dai lavori della Commissione d'inchiesta".

Meloni: risarcire i risparmiatori
"Renzi e Boschi hanno ancora il coraggio di parlare di banche dopo quello che hanno fatto con Banca Etruria e co. Se proprio devono dire qualcosa sul tema, allora si dedichino a trovare una soluzione per risarcire i risparmiatori truffati prima dalle banche e poi dai decreti del Governo». Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni.