18 giugno 2019
Aggiornato 07:30
Renzi contro l'UE

Renzi ad Assolombarda tuona contro l'Ue: «Difende gli interessi dei paesi dominanti»

Il presidente del Consiglio è intervenuto all'assemblea generale di Assolombarda e ha cercato di intercettare il favore degli industriali italiani in vista del referendum costituzionale. senza dimenticare neppure una stoccata all'UE

MILANO – Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, è salito sul palco dell'assemblea generale di Assolombarda e, in vista del voto sul referendum costituzionale, ha provato a sedurre gli industriali promettendo la riduzione dell’Ires dal 27,5% al 24% e l'anticipo di una parte dei 900 milioni di euro sul Fondo di Garanzia per il credito alle piccole e medie imprese. Sul finire del suo intervento non ha dimenticato neppure una stoccata nei confronti dell'amica-nemica Unione Europea.

L'intervento di Renzi ad Assolombarda
Matteo Renzi è salito per la prima volta sul palco dell'assemblea generale di Assolombarda. E ha cercato di fornire risposte convincenti agli industriali italiani che, per bocca del presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, domandano a gran voce dati più incoraggianti sulla crescita economica del paese. Il premier ha giocato tutte le sue carte in vista del referendum costituzionale. Ha promesso alla platea in ascolto la riduzione dell’Ires dal 27,5% al 24%, l'anticipo di una parte dei 900 milioni di euro sul Fondo di Garanzia per il credito alle piccole e medie imprese e ha concluso il suo intervento con una stoccata all'Unione Europea.

La riduzione dell'Ires e l'anticipo per il Fondo di garanzia
Secondo le parole del presidente del Consiglio, l'Ires dovrebbe così attestarsi un punto al di sotto di quella spagnola e sembra che il provvedimento verrà inserito nella prossima legge di Stabilità. Quanto al contributo per il Fondo di garanzia, Renzi ha sottolineato che «bisogna dare un segnale concreto» e ha colto l'occasione per ringraziare «chi sta lavorando per risolvere le questioni del credito nel nostro Paese». Non sono mancati i rimproveri di rito ai «gufi» d'Italia, perché «ogni mattina c'è sempre qualcuno che si alza dalla tribuna televisiva, dalle colonne dei giornali, dai social network e fa a gara a fare +1, ad alzare costantemente il livello dello scontro», ha aggiunto il premier.

Il metodo Bubka e la stoccata all'UE
«E' il metodo Sergej Bubka», ha spiegato il presidente del Consiglio riferendosi all'ex primatista mondiale di salto con l'asta e primo atleta ad aver superato i 6 metri che, come ha ricordato Renzi, «ogni volta che faceva il record del mondo alzava l'asticella di un centimetro, anche se poteva saltare molto di più, ogni anno alzava di uno le aspettative». Secondo il premier nel dibattito politico italiano sono in tanti, troppi «a fare la ola quando i dati Istat vanno male». E questo «impedisce di fare una discussione reale sul futuro del Paese». Ma è anche il momento per le rimostranze contro l'Unione Europea, perché le «algide regole burocratiche son tutte finalizzate a difendere gli interessi di quei Paesi che stanno dominando l'Ue». Secondo il presidente del Consiglio negli anni in cui l'Italia è stata assente o quasi nel dibattito europeo, «l'Unione si è inaridita e ha pensato solo ai suoi confini». Per questo il modello da seguire per la politica economica «è quello Usa e non quello dell'Europa. Prima degli interessi di parte vengono quelli della comunità», ha concluso Matteo Renzi.