20 novembre 2019
Aggiornato 20:30
Sala indagato

Sala come la Raggi? Cosa sta succedendo a Milano e perché nessuno ne parla

La giunta Raggi, nella Capitale, è nel bel mezzo di una bufera. Ma (quasi) nessuno parla del primo cittadino di Milano. Giuseppe Sala è stato iscritto nel registro degli indagati e anche le sue vicende politiche presentano dei chiaroscuri

MILANO – E' bufera sulla Capitale. La sindaca pentastellata di Roma, Virginia Raggi, è nel caos insieme a tutto il Movimento 5 stelle, travolta dalla bomba mediatica esplosa in seguito allo scandalo del caso Muraro. Ma i media utilizzano due pesi e due misure, perché anche il primo cittadino di Milano, Giuseppe Sala, è iscritto nel registro degli indicati. E delle sue spinose vicende (quasi) nessuno parla.

Raggi nella bufera, ma nessuno parla di Sala
Due pesi e due misure. Da un lato ci sono Roma, la Capitale travolta dall'ennesima bomba mediatica, e Virginia Raggi, la prima sindaca pentastellata al Campidoglio. Dall'altra Milano, la «virtuosa» città protagonista del successo di Expo, e Giuseppe Sala, l'ex manager e neo primo cittadino sostenuto dal PD. Mentre su Roma divampa la bufera (la giunta Raggi e tutto il Movimento 5 stelle sono nel caos più totale in seguito allo scandalo del caso Muraro), Milano, invece (nonostante le vicende giudiziarie del suo primo cittadino), è scomparsa dai giornali e nessuno ricorda più che Giuseppe Sala è iscritto nel registro degli indagati.

Cosa non sapete sul primo cittadino di Milano
Tutti i riflettori mediatici sono puntati su Roma e sulla Raggi. C'era da aspettarselo, dopotutto, perché quello del Movimento del 5 stelle in Campidoglio è una sorta di esame di maturità per capire se i grillini sono (saranno) in grado di guidare il paese. Dall'esito di questo test dipenderà probabilmente il futuro politico dell'Italia. E i guai che, fin dal momento del suo insediamento, hanno travolto la giunta Raggi e si sono moltiplicati fino a diventare una complicata matassa difficile da sciogliere, non lasciano ben sperare. Ma anche Milano merita attenzione. Perché le vicende del suo primo cittadino sono certamente di rilievo nazionale, e in pochi sanno cosa sta succedendo.

Perché è stato iscritto nel registro degli indagati
Vale la pena ricordare che Giuseppe Sala, prima di diventare sindaco di Milano, era già iscritto nel registro degli indagati. Il motivo? Nel febbraio del 2015, in qualità di amministratore delegato di Expo, aveva firmato un'autocertificazione nella quale di era «dimenticato» di inserire, tra le sue proprietà e attività economiche, una casa in Svizzera, un'immobiliare in Romania e una società in Italia (Kenergv) che produce energia elettrica. Per la «svista» la Procura aprì un fascicolo, inserendo Sala nel registro delle notizie di reato a carico di persone note.

Il segretario generale più breve della storia
In seguito, la Procura optò per l'archiviazione del procedimento, poiché decise che si trattava di un illecito amministrativo e non di un reato penale (che prevede fino a due anni di reclusione), e trasmise gli atti al Prefetto di Milano perché commissionasse la sanzione prevista dalla legge al primo cittadino. Ma i guai di Sala non finiscono qui. Mr. Expo, come riporta il Fatto Quotidiano, ha scelto come segretario generale del Comune di Milano una persona imputata per reati con la Pubblica Amministrazione, Antonella Petrocelli. Si tratta dell'incarico politico più breve nella storia della città, perché Sala sarà costretto a revocarle la nomina dopo soli quattro giorni, a seguito alla richiesta di giudizio immediato per turbativa d'asta nei confronti della Petrocelli da parte del giudice che si occupava delle indagini.

Il pasticcio della nomina di Mario Vanni
A complicare ulteriormente la vita di Sala, però, c'è anche la vicenda di Mario Vanni. E' stato il braccio destro del neosindaco di Milano per la comunicazione durante la sua campagna elettorale, e viene chiamato dal primo cittadino a ricoprire il ruolo di capo di gabinetto. Ma sopraggiunge un problema: per le novità introdotte dalla riforma Madia, Vanni non può svolgere l'incarico assegnatogli perché non è un dirigente pubblico. Sala è così costretto a tenere in carica anche il vecchio capo di gabinetto, Giuliano Pisapia, per fargli firmare gli atti che Vanni non ha l'autorità di firmare. Finché quest'ultimo non vince un bando (ad hoc?) pubblicato il 7 luglio 2016 che gli permette di risolvere definitivamente il pasticcio.

La mala-gestione di Expo
Fin qui le vicende riguardano esclusivamente la storia del suo mandato per governare la città di Milano. Ma alcune notizie rilevanti riguardano anche la sua gestione di Expo. Si ricordi che alcuni dei suoi più stretti collaboratori sono stati arrestati. Il braccio destro Angelo Paris è stato arrestato l'8 maggio 2014. Il suo subcommissario, Antonio Acerbo, è finito in cella il 14 ottobre 2014. E il manager della sua squadra, Christian Malangone, è stato condannato a 4 mesi di reclusione. Inoltre, come riporta Gianni Barbacetto sul suo blog, l'Anac di Raffaele Cantone ha mosso una (lunga) serie di rilievi nei confronti della gestione di Expo da parte di Sala. In particolare sulla scarsa trasparenza di dati, bandi e contratti. E' il caso dell'appalto più importante affidato nel settore della ristorazione: Sala lo ha concesso senza gara alla Eataly di Oscar Farinetti, amico e finanziatore del presidente del Consiglio Matteo Renzi.