5 dicembre 2019
Aggiornato 20:30

Brexit, M5S: La Ue o cambia o muore

Dopo i risultati del referendum britannico, il Movimento auspica che l'Unione europea avvii una riflessione seria sugli errori in materia di politica economica che hanno portato alla Brexit

ROMA – Il Movimento 5 Stelle plaude alla democrazia diretta che nel Regno Unito ha portato il paese fuori dall'Europa. All'indomani dei risultati del referendum, sul blog di Beppe Grillo si legge che «nessun governo deve aver paura delle espressioni democratiche del proprio popolo, anzi deve considerare il suo volere come il più autorevole dei mandati». È proprio a questo che si rifà il Movimento 5 Stelle: alla strada della democrazia diretta.

Se non cambia, l'UE muore
Il Movimento è convinto che l'Unione Europea, così com'è, sia da cambiare, «altrimenti muore». Le istituzioni comunitarie, e in modo particolare FMI, BCE e Commissione Europea, dovrebbero, secondo i grillini, iniziare a domandarsi dove hanno sbagliato e come possono risolvere l'enorme problema che hanno generato: «Ci sono milioni e milioni di cittadini europei sempre più critici, che non si riconoscono in questa Unione fatta di banche e ricatti economici. Pensiamo al caso greco, un Paese ormai al collasso». Il risultato del referendum sancisce di fatto il fallimento delle politiche comunitarie «volte all'austerità e all'egoismo degli Stati, incapaci di essere una comunità».

Austerità e politiche sbagliate
Per i grillini, l'Unione Europea avrebbe sbagliato nel mettere l'austerità al centro della politica, le banche e la finanza davanti ai cittadini. L'Europa, come spiegato sul blog, non ha risolto il problema dell’immigrazione, perché dominata dell'egoismo degli Stati membri; ha creato povertà e disoccupazione dilagante; si è dimostrata a trazione tedesca, «Angela Merkel e Martin Shultz si sono comportati come i padroni assoluti e incontrastati; il suo esecutivo è guidato da Jean-Claude Juncker, per anni primo ministro di quel Lussemburgo campione d'elusione fiscale; vuole imporre il TTIP e altri grandi Trattati internazionali, discutendoli a porte chiuse. Basta».

L'Europa della democrazia diretta
Esiste, però, un'altra Europa, quella fatta dai cittadini che credono nella democrazia diretta. In questa il Movimento 5 Stelle ha ottenuto risultati straordinari, si legge: «Quest'altra Europa ci ha dato ragione sul Reddito di Cittadinanza, sulla promozione delle energie rinnovabili, sul bandire dal dizionario comunitario parole come combustibili fossili e rigassificatori, sul trasporto pubblico gratuito, sull'economia circolare e molto altro ancora».

Il premier che dimentica il bisogno degli italiani
Non manca l'attacco al governo Renzi. L'Italia è uno dei Paesi fondatori dell'UE, scrivono sul blog, ma ha un «Governo troppo debole per poter negoziare uno 'Statuto Speciale' a tutela delle sue eccellenze. Renzi continua a propagandare sui media le necessità del Paese e poi, a Bruxelles dimentica tutto». Il premier, per i 5 Stelle, «fa orecchie da mercante rimbalzando tra una lobby e l'altra, incapace di prese di posizione reali. Anche qui, è inutile citare gli esempi dell’olio tunisino, delle arance marocchine e del TTIP, solo per fare qualche esempio».

Governo Renzi, amico delle lobby
Quello di cui avrebbe bisogno l'Italia non è «un Governo amico dei lobbisti, ma di onestà, determinazione e competenza politica». Come? «Dobbiamo tutelare il nostro made-In, garantire la flessibilità sugli investimenti pubblici, cambiare la politica sull'immigrazione, proteggere le eccellenze agroalimentari e valorizzare le nostre PMI. Vogliamo un'Europa che sia una 'comunità' e non un'unione di banche e lobby. Ora la parola ai cittadini».