29 settembre 2020
Aggiornato 19:30
Gran Bretagna

Brexit, Boris Johnson ha deciso: «Accordo con l'UE entro il 15 ottobre altrimenti avanti senza intese»

Il provvedimento allo studio da parte del governo britannico prevede l'eliminazione dell'obbligo da parte di Londra del controllo sui beni in transito dall'Irlanda alla Gran Bretagna

Il Premier britannico, Boris Johnson
Il Premier britannico, Boris Johnson ANSA/EPA

LONDRA - Il governo britannico sta valutando l'adozione di un provvedimento che annullerebbe di fatto uno dei cardini dell'accordo sulla Brexit raggiunto lo scorso anno, vale a dire la necessità di prevenire una frontiera fisica fra le due Irlande.

Come riporta il sito della Bbc, Londra considera la legge «un piano di riserva» nel caso in cui i negoziati in corso sulle relazioni commerciali sull'Ue dovessero fallire, a poche ore dal'inizio dell'ottavo round di negoziati, fissato per martedì.

Il premier Boris Johnson spiegherà alle controparti di Bruxelles che se non dovesse esserci alcuna intesa entro la scadenza del 15 ottobre le due parti dovranno «andare avanti» ed accettare un'uscita senza accordo, che Downing Street definisce pur sempre «un esito positivo».

Il provvedimento allo studio da parte del governo britannico prevede l'eliminazione dell'obbligo da parte di Londra del controllo sui beni in transito dall'Irlanda alla Gran Bretagna, che intendeva evitare l'adozione di una frontiera fisica vera e propria fra le due Irlande, in violazione peraltro degli accordi di pace del Venerdì Santo.

L'esecutivo britannico ha tenuto a sottolineare come la legge costituisca un «piano di riserva» nel caso in cui l'intesa fra le parti non venisse raggiunta: gli ostacoli principali sono al momento la pesca e gli aiuti di Stato.

Johnson ha più volte sottolineato la volontà di voler raggiungere un'intesa simile a quella esistente con il Canada, ma in mancanza di un accordo si ricadrebbe in dei rapporti commerciali simili a quelli in vigore con l'Australia, ovvero con dei protocolli fissati dall'Omc e che prevedono nella pratica dazi sulle esportazioni e controlli doganali.

Germania non vuole indicare date per definire accordo

Berlino preferirebbe non fissare date specifiche per l'accordo commerciale dell'Unione europea con Londra e sostiene il capo negoziatore dell'Ue per la Brexit nei suoi sforzi per raggiungere un accordo. Lo ha indicato il portavoce del governo tedesco Steffen Seibert.

Alla vigilia dell'ottavo ciclo dei negoziati Londra-Bruxelles che dovrebbero iniziare domani, il governo britannico ha annunciato la sua determinazione ad «andare avanti» se non si raggiungerà un accordo entro il 15 ottobre, giorno del prossimo vertice del Consiglio europeo.

«Non voglio fissare una scadenza, ma sosteniamo Michel Barnier nei suoi sforzi per concludere l'accordo nel prossimo futuro. Non vorrei parlare di un numero specifico di giorni», ha detto Seibert ai giornalisti.

Dopo che il Regno Unito è uscito dal blocco europeo il 31 gennaio, entrambe le parti hanno intrapreso un periodo di transizione di undici mesi per stabilire le regole per il loro futuro commercio bilaterale.

Se alla fine nessun accordo sarà raggiunto, Londra e Bruxelles dovranno sviluppare i loro rapporti commerciali secondo i termini stabiliti dall'Organizzazione mondiale del commercio (Wto), il che significa che tariffe e controlli alle frontiere completi saranno imposti alle merci del Regno Unito che entrano nell'Ue.