23 gennaio 2020
Aggiornato 03:00
Governo Renzi

Renzi dribbla Marino e parla di sè: nel 2016 riforme e giù le tasse

Il presidente del Consiglio dribbla il sindaco di Roma nel giorno del rimpasto in Campidoglio, rilancia le riforme e incassa la fiducia del Senato sul decreto Enti locali che contiene i tagli alla Sanità.

ROMA (askanews) - Il presidente del Consiglio dribbla il sindaco di Roma nel giorno del rimpasto in Campidoglio, rilancia le riforme e incassa la fiducia del Senato sul decreto Enti locali che contiene i tagli alla Sanità. Matteo Renzi, contrariamente ai programmi, ha annullato il confronto pubblico alla Festa dell'Unità di Roma, dopo il blitz a sorpresa di ieri sera e la lettera al Messaggero nella quale il Premier si è detto pronto a dare una mano al sindaco della Capitale a patto che dia «segnali di cambiamento».

Avanti tutta sul taglio delle tasse
Di contro, il premier-segretario non ha rinunciato all'appuntamento con gli ambasciatori italiani riuniti alla Farnesina, dove ha ribadito «che in Italia non c'è mai stata una stagione di riforme così intensa come questa», assicurando che la riforma del Senato sarà approvata da palazzo Madama entro il 15 ottobre, con referendum confermativo entro il 2016. Avanti tutta anche sul taglio delle tasse, fa sapere il presidente del Consiglio, contestualmente alla riduzione del debito, data per certa nel prossimo anno.

In Parlamento riforme al palo
Intanto in Senato il suo governo ha ottenuto la fiducia al dl Enti locali, mentre, più in generale, in Parlamento si registra una situazione di stallo su più fronti. Oltre al rinvio a dopo l'estate delle riforme costituzionali, rallenta il suo iter in Senato la legge sulle unioni civili, in attesa, formalmente, del parere della commissione Bilancio, ma, in realtà, di un accordo tra Pd e Ap, su posizioni ancora distanti. Mentre alla Camera, il Pd ha ottenuto un rinvio della discussione del ddl di riforma del processo penale, che contiene anche la delega sulle intercettazioni. Il provvedimento va incontro al contingentamento dei tempi anche per fare fronte all'ostruzionismo del M5s, deciso a dare battaglia sulle intercettazioni.
Proprio su questo tema è intervenuto oggi anche il presidente del Senato, Pietro Grasso, che dovrà accogliere il provvedimento dopo l'ok di Montecitorio. Secondo l'ex magistrato le intercettazioni sono uno strumento da non limitare, ferma restando la tutela della privacy dei cittadini. Il ddl sul processo penale potrebbe comunque non essere approvato entro la pausa estiva per dare spazio in aula a provvedimenti urgenti.