19 agosto 2019
Aggiornato 21:00
Il provvedimento passa ma con modifiche

Sblocca Italia: il via della Camera, ora tocca al Senato

Diverse sono le modifiche introdotte nel Decreto Sblocca Italia, provvedimento che nasce con oltre 40 articoli e che spazia da misure sulle infrastrutture e i trasporti all'edilizia e al patrimonio immobiliare pubblico, dall'ambiente all'energia, alla banda larga e ultralarga, sino a misure per le imprese e gli enti territoriali. Il provvedimento è stato approvato dalla Camera.

ROMA - Diverse sono le modifiche introdotte nel Decreto Sblocca Italia, provvedimento che nasce con oltre 40 articoli e che spazia da misure sulle infrastrutture e i trasporti all'edilizia e al patrimonio immobiliare pubblico, dall'ambiente all'energia, alla banda larga e ultralarga, sino a misure per le imprese e gli enti territoriali. Il provvedimento, su cui il governo aveva incassato la fiducia la scorsa settimana, è stato approvato dall'Aula della Camera con 278 si, 161 no, 7 astensioni.​ Dall'ok «preventivo» dell'Ue sulle modifiche delle concessioni autostradali al via libera ai cantieri di opere connesse alle emergenze ambientali, anche in presenza di ricorsi al Tar, norma inserita sull'onda dell'alluvione a Genova. Dopo l'ok della Camera, ora si aspetta il via libera finale del decreto che dovrebbe convertirsi in legge entro l'11 novembre.

UN ITER PIENO DI OSTACOLI - Il percorso del decreto non è stato semplice: circa 50 modifiche introdotte dalla commissione Ambiente sono state cassate per mancanza di copertura dai tecnici della Ragioneria generale dello Stato e dalla commissione Bilancio, compreso il raddoppio, da 50 a 100 milioni di euro delle risorse per le emergenze e dunque anche per la città ligure. E' saltata anche la novità che riduceva da una parte al 4% l'Iva sulle ristrutturazioni edilizie e dall'altra parte aumentava al 10% l'imposta sul valore aggiunto per le nuove costruzioni.

SULLE CONCESSIONI AUTOSTRADALI, L'OK PREVENTIVO DI UE - In relazione ai rinnovi delle concessioni autostradali, le cui richieste di modifiche devono essere presentate al ministro dei Trasporti entro il 31 dicembre (che dovrà rispondere entro il 31 agosto 2015), è stato imposto l'ok preventivo dell'Ue; le richieste di modifica devono prevedere nuovi investimenti da parte dei concessionari, i quali sono comunque tenuti alla realizzazione degli investimenti già previsti nei vigenti atti di concessione. Non è invece passata la defiscalizzazione degli investimenti legati ai nuovi piani finanziari presentati dai concessionari.

LA QUESTIONE DELLO SCONTO IRPEF - A proposito dello sconto Irpef del 20% per chi acquista una casa, nel testo originario ci si riferiva all'acquisto effettuato dal primo gennaio 2014 al 31 dicembre 2017 di unità immobiliari a destinazione residenziale, «di nuova costruzione od oggetto di interventi di ristrutturazione edilizia": il testo finale restringe da una parte la platea alle case di nuova costruzione purché "invendute alla data di entrata in vigore della legge» e dall'altra la amplia a quelle oggetto di «restauro e di ristrutturazione». E' stato invece prima cancellato e poi reintrodotto l'obbligo di affittare la casa acquistata «entro sei mesi» e «per almeno otto anni» per godere dello sconto Irpef ma si precisa che lo sconto non viene meno "se per motivi non imputabili al locatore, il contratto di locazione si risolve prima del decorso del suddetto periodo e ne viene stipulato un altro entro un anno dalla data della suddetta risoluzione del precedente contratto".

NUOVE OPERE FERROVIARIE - Il decreto mira a rispondere a tempi certi in relazione alla realizzazione di opere come le linee ferroviarie Napoli-Bari e Palermo-Messina-Catania su cui ci sarà la supervisione dell'ad di Fs, Michele Elia, che viene nominato commissario straordinario senza la corresponsione di gettoni, compensi, rimborsi spese o altri emolumenti.