21 agosto 2019
Aggiornato 00:00

Giornata decisiva per il Governo

Oltre al decreto «sblocca-Italia», le cui misure per il rilancio di opere pubbliche già finanziate sono state in larga parte annunciate, il menù degli interventi prevede un provvedimento sui nodi della giustizia civile e penale e le linee guida sulla scuola. L'ex Finanziaria slitta il 20 ottobre.

ROMA - Giornata decisiva per il governo per la messa a punto dei provvedimenti da varare venerdì al Consiglio dei ministri, il primo dopo la pausa estiva che segnerà l'avvio dei prossimi «mille giorni». Oltre al decreto «sblocca-Italia», le cui misure per il rilancio di opere pubbliche già finanziate sono state in larga parte annunciate, il menù degli interventi prevede un provvedimento sui nodi della giustizia civile e penale e le linee guida sulla scuola.

Lo 'sblocca-Italia dovrebbe ormai essere cosa fatta. «Il pacchetto di norme - ha riferito il sottosegretario all'Economia Giovanni Legnini - è più o meno quello circolato nei giorni scorsi. Il lavoro consiste adesso nel realizzare un provvedimento omogeneo, perché quel decreto non può diventare un mega contenitore». In linea di massima, il decreto sarà a 'costo zero', ma «non è escluso - ha detto Legnini - che tutte le misure che richiedono risorse fresche andranno rinviate». Ad ora le risorse effettivamente disponibili ammontano a 1,2 miliardi del Fondo revoche che svincola le risorse di vecchie opere infrastrutturali. Ma la dote del provvedimento potrebbe essere rimpinguata con 2,5 miliardi del Fondo sviluppo e coesione a valere sul biennio 2015-2016.

Quel che è certo, al momento, è che il 'pacchetto casa', la parte più onerosa del decreto, rappresenta un 'nodo' che con ogni probabilità i ministri Pier Carlo Padoan e Maurizio Lupi decideranno di rinviare alla prossima legge di Stabilità, dove confluirà anche il piano Cottarelli per la spending review. Lo stesso titolare di via Venti Settembre dalle colonne del Corriere della Sera ha assicurato che l'esecutivo andrà avanti con i tagli, che saranno ragionati e che terranno conto del particolare momento di crisi in atto.

Ed è proprio la prossima legge di stabilità al centro dell'agenda di politica economica dei prossimi giorni. Il governo avrà a dispozione quest'anno qualche giorno in più per la sua presentazione. Dal 15 ottobre la ex Finanziaria dovrebbe arrivare entro il 20, come conseguenza dello slittamento dell'aggiornamento del Def da metà settembre al 30 settembre per via della nuova contabilità nazionale che l'Istat sta predisponendo. Il Tesoro, inoltre, è in attesa di chiudere diverse partite a settembre per avere chiaro il quadro sulla situazione dei conti pubblici e poter valutare, dati alla mano, l'eventuale necessità di una manovra correttiva per l'anno in corso.

Tra le novità che potrebbero rientrare nello 'sblocca-Italia' c'è la cura dimagrante per le società partecipate degli enti locali. Una misura a costo zero che avrebbe il vantaggio di ridurre la spesa pubblica, anche se non nell'immediato.

Allo studio, in particolare, l'introduzione dell'incentivo per gli enti locali che privatizzano a trattenere gli incassi grazie a una deroga del patto di stabilità. Non è escluso, poi, il prolungamento dell'affidamento fino a un massimo di 22 anni in caso di quotazione in Borsa. Non tutto il pacchetto sulle municipalizzate dovrebbe finire nel decreto, una parte potrebbe essere rimandata alla legge di Stabilità.

Una novità interessante delle ultime bozze del decreto riguarda l'attribuzione dei poteri regolatori del settore dei rifiuti all'Autorità per l'energia, come già avvenuto per l'acqua.