25 gennaio 2022
Aggiornato 08:30
Vertice euro-asiatico

Renzi telefona a Putin: «Vediamoci a Milano»

Stamattina il presidente del Consiglio italiano ha telefonato - come riferito dall'ufficio stampa del Cremlino - al presidente russo, Vladimir Putin, concordando l'incontro di Milano, in occasione del vertice euro-asiatico. Intanto, il ministro degli Esteri russo afferma che Putin sarà a Milano per comprendere le intenzioni dell'UE.

MOSCA - In occasione del vertice euro-asiatico Asem, il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, incontrerà il leader russo Vladimir Putin. Sembra essere stato questo il succo della telefonata partita questa mattina dal premier italiano e indirizzata al presidente russo, secondo quanto reso noto dall'ufficio stampa del Cremlino. Al centro dell'incontro di Milano saranno le «relazioni bilaterali, così come i temi più rilevanti dell'agenda internazionale, compresa la situazione in Ucraina e in Medio Oriente».

I PREPARATIVI - Vladimir Putin e il presidente del Consiglio dei ministri italiano, Matteo Renzi, hanno confermato che nel corso del vertice Asem  a Milano, ci sarà un bilaterale italo-russo per trattare i problemi più pressanti. «I leader si sono scambiate opinioni sui preparativi per il Forum del vertice Asia-Europa (ASEM), che si terrà il 16 e 17 ottobre a Milano e i conseguenti contatti imminenti, in una varietà di formati».

A MILANO PER CAPIRE L'UE - Sergey Lavrov, il ministro degli Esteri della Federazione russa - in risposta a Ernesto Ferlenghi, presidente di Confindustria Russia, che ha sottolineato come gli interessi Ue non debbano essere per forza quelli degli Usa - ha affermato che il presidente Vladimir Putin e la sua delegazione saranno «a Milano per capire meglio il sentimento dei nostri partner europei», anche in seguito aglii ultimi sviluppi della crisi ucraina. 

LAVROV: BENE IL VENETO - Il ministro russo ha sottolineato, in concordanza con le parole di Ferlenghi, che ritiene sia importante per l'Europa seguire e difendere i propri interessi e non quelli degli altri. In seguito, rispondendo a un altro uomo d'affari danese, il ministro degli Esteri russo ha fatto di nuovo riferimento all'Italia, e alla proposta dalla regione Veneto, per non seguire le sanzioni decise dall'Unione Europea e lasciare libere le aziende. In ogni caso, secondo il ministro russo è più importante «stimolare il governo italiano» come altri governi europei e non fare eccezioni per alcune aziende.