8 dicembre 2019
Aggiornato 08:00

Al Baghdadi è morto o in fuga? La strana scomparsa di un califfo divenuto fantasma

Gli Usa, che controllano il territorio, non vogliono dare la prova ai russi della vittoria sullo stato islamico? Sarebbe ovviamente uno smacco militare per la superpotenza atlantica

Il califfo Al Baghdadi secondo i russi sarebbe stato ucciso, ma non ci sono ancora prove
Il califfo Al Baghdadi secondo i russi sarebbe stato ucciso, ma non ci sono ancora prove ANSA

RAQQA - La caccia allo scalpo del califfo Al Baghadi è aperta, e il primo che lo alzerà potrà rivendicare la vittoria definitiva sullo stato islamico. Nella barbarie generale, il piano politico sussume elementi tribali, antichi, che possano rafforzare le due forze che si stanno contendendo un parte del Medio Oriente: la Russia e gli Stati Uniti. Come ai tempi della Guerra Fredda, una parte strategica del mondo è oggetto di contesa volta ad accaparrarsi risorse naturali ed influenza geo-militare. L’uomo che si autoproclamò Califfo a Mosul sarebbe morto. Almeno questo è quanto sostengono i russi da qualche settimana. Un missile avrebbe centrato lui e la sua scorta, nonché tutti i pretendenti alla successione. La circostanza è sospetta: la televisione satellitare irachena, Al Saturnia, che da giorni sta annunciando al mondo la morte di Al Baghdadi, è specializzata nel servizio, dato che questa è da decima volta che sponsorizza la dipartita del barbuto califfo. Il cadavere inoltre non si trova, e nemmeno quelli dei suoi sodali che erano asserragliati a Raqqa. Circostanza ancora più sospetta perché, come noto, i vertici delle organizzazioni quando sono attacco militare l’unica cosa che non devono fare è restare insieme. Invece ora avrebbero fatto esattamente il contrario. Non solo: è molto sospetto che vi sia una rivendicazione mediatica di una perdita così importante, senza per altro alcuna proclamazione di un successore. Sarebbe il segnale dello sbando militare completo, che sul campo si sta manifestando con estrema riluttanza.

Fuga?
Con ogni probabilità quindi il califfo Al Baghdadi è in fuga insieme ai maggiori «dirigenti» dello Stato islamico: una manovra diversiva mediatica dovrebbe dargli qualche giorno di vantaggio. Ma nel caso assai meno probabile che sia stato ucciso, si aprono scenari geopolitici molto interessanti. I russi hanno dichiarato da giorni di averlo ucciso, ma il corpo non si trova. Come mai? Con ogni probabilità la morte – eventuale – è giunta dopo una soffiata che l’ha fatto individuare. Come nel caso di Bin Laden, del resto. La differenza è che il secondo è stato immediatamente fotografato e poi sepolto. La zona di Raqqa è contesa, ma una leggera predominanza statunitense è probabile. Le truppe governative siriane, nonché i russi, non controllano tale zona, di fatto circondata per centinaia di chilometri dalle cosiddette forze ribelli: che, come noto, sono protette, e finanziate, da una vasta coalizione che va dagli Usa all’Arabia Saudita, passando per la Francia e in generale la Nato.

Nell'infografica realizzata da Centimetri la biografia di Al Baghdadi
Nell'infografica realizzata da Centimetri la biografia di Al Baghdadi (ANSA/CENTIMETRI)

Niente foto, perché?
Gli Usa, che controllano il territorio, non vogliono dare la prova ai russi della vittoria sullo Stato islamico? Sarebbe ovviamente uno smacco militare per la superpotenza atlantica. I russi, quindi, per recuperare la prova della morte di Al Baghdadi, dovrebbero compiere un’operazione dietro le linee nemiche, probabilmente con un’incursione di paracadutisti. Cosa improbabile, perché estremamente pericolosa soprattutto a livello politico diplomatico. Si dirà: basterebbe una fotografia venduta da chi ha già fornito le coordinate del califfo. E qui il mistero si infittisce perché varrebbe molti soldi e basterebbe un semplice cellulare. Eppure la foto, lo scalpo dei nostri giorni, non arriva. Un’altra prova che il califfo è vivo, oppure gli islamisti, d’accordo con i servizi segreti occidentali hanno fatto sparire il cadavere.

Nessuno festeggia o piange
Altro elemento che non quadra: la stranissima compostezza con cui sta reagendo il mondo islamico alla morte di Al Baghdadi. Nessuna manifestazione di gioia o disperazione, tratti tipici del funerale islamico di un martire, quale sicuramente verrà riconosciuto. Forse le forze islamiste stanno trattando per trovare realmente un successore? Improbabile anche questo aspetto, dato che la catastrofe militare ormai li assedia da ogni quadrante. Potrebbe perfino essere che il califfo sia ancora vivo, e grazie a qualche corridoio protetto, non sicuramente verso ovest, stia tentando di uscire dalla sacca di Raqqa. In questo caso quali paesi potrebbero ospitarlo? Nessuno ufficialmente, senza alcun dubbio: ma sotto nuove sembianze potrebbe raggiungere qualche emirato della penisola arabica dove vivere un buen retiro da ex califfo.