I media tifano per chiunque voglia menare le mani

Trump non è più sessista e razzista da quando bombarda mezzo mondo. Oppure è tutta una farsa

I media che criticavano oggi sono silenti, anzi esprimo simpatia per il nuovo corso del presidente Usa. Tacciano tutti i movimenti per i diritti, pacifisti non pervenuti: perfino la Botteri è meno aggressiva

Il presidente americano, Donald Trump.
Il presidente americano, Donald Trump. (ANSA/ APPHOTO ALEX BRANDON)

WASHINGTON - Da qualche giorno sono scomparsi dai radar dell’informazione le attiviste che manifestavano contro l’evidente sessismo di Donald Trump. Sono scomparsi anche coloro che protestavano contro le sue politiche isolazioniste, sia sul fronte economico che su quello dei migranti. La Signora Botteri, corrispondente della Rai da Manhattan, ha smorzato i suoi servizi che un giorno sì e l’altro pure criticavano pesantemente il nuovo presidente, raccontato spesso come un tipo bizzarro, inaffidabile, e soprattutto grezzo. Dispersi gli editoriali al vetriolo sui maggiori quotidiani italiani, inneggianti l’inadeguatezza dell’ex palazzinaro wrestler oggi comandante in capo dell’esercito più potente, e guerrafondaio, del globo. Regna la calma da qualche settimana, ovvero da quando Donald Trump ha messo la testa a posto, e nella sua scatola cranica è tornato a imperversare il blocco cognitivo che egemonizza la visione culturale globale da venti anni. Da quando Trump si è trasformato in Hillary Clinton è tornato simpatico.

La guerra che tutti vogliono
Il presidente ha fatto quello che doveva fare: ha iniziato un processo di resa al sistema finanziario mediatico che lo stava stritolando. Probabilmente ha avuto ottime ragioni per fare questo: la prima, antica come il mondo, è la sua ricattabilità. L’armadio che custodisce i segreti di Donald Trump probabilmente deborda di scheletri. Però, come spesso accade agli spretati, accade che una volta fuoriuscito dal personaggio che si era inventato, e che l’aveva portato alla vittoria, egli sia diventato più realista del re.
I media lo stanno premiando, sorvolando sulle sue continue scivolate. Oppure, sostengono alcuni analisti, non è nemmeno così, e siamo di fronte ad un processo teatrale ormai sempre più vasto. Elementi in tal senso vi sono.

Cannoni e sceneggiate farsa
Prendiamo in esame la vicenda siriana: a due settimane dall’attacco chimico non sono state ancora fornite prove su un coinvolgimento dell’esercito regolare di Assad. Non è stata nemmeno incaricata una commissione d’inchiesta indipendente: si parla di prove vagamente, e ci si rifiuta di fornire dettagli. L’unica cosa certa è che sono state sacrificate decine di esseri umani, tra cui molti bambini. Seconda certezza: il bombardamento sulla base aerea siriana, compiuto dalla marina statunitense, è stato una farsa. Una rappresaglia finta che non ha provocato danni reali. Prima dell’attacco, come noto, le forze armate russe dislocate in Siria sono state avvertite dell’imminente raid. Le quali, ovviamente, hanno comunicato immediatamente tutto agli alti comando siriani che hanno dato ordine di evacuare la base aerea. I danni alle infrastrutture sono stati trascurabili. La speranza che la pace possa essere mantenuta solo attraverso sceneggiate farsa dà l’idea dell’abisso dove ci troviamo. Ma il cannoneggiare a suon di tomahawk, in ogni caso, ha fatto gioire ovviamente i guerrafondai statunitensi che pullulano nei mezzi di comunicazione di massa. E, ovviamente, tale sollazzo si è riverberato in Italia, dove trovare critiche a Trump è diventato sempre più raro.

Un grande presidente
Non pago, il presidente Usa, ha minacciato pesantemente la Corea del Nord, e quindi indirettamente la Cina e la Russia. A questo punto quello che fu solo fino a due settimane fa un cialtrone, un demente, un ignorante buzzurro, un despota, un razzista e sessista, è diventato un grande condottiero per la libertà. Erdogan vince un referendum molto contestato, Trump e Putin gli fanno i complimenti? Il primo è un grande statista, il secondo un dittatore che saluta un colpo di stato riuscito. Il cambio di prospettiva presente nei media di massa, oggettivo, è inquietante: il giornalismo che conta tifa per l’Armageddon finale, per l’apocalisse della guerra. La superclasse, massonica, che governa il mondo, vuole un conflitto vasto e nucleare: questa conclusione è ormai incontrovertibile. Lo fa palesemente, sostenendo chiunque abbia voglia di menare le mani: perfino Donald Trump se questo assicura missili e funghi atomici, preferibilmente sulla Russia dell'odiato Putin. Quando era solo un candidato alla carica presidenziale, Donald Trump diceva questo: «Basta fare i poliziotti del mondo. Ogni comunità trovi una soluzione ai suoi problemi.» E questa visione non piaceva, e non piace, a un sacco di gente che conta in giro per il mondo che gli hanno fatto cambiare idea a suon di proteste.

Pacifisti a casa
Ma quanto appare più sconcertante è il silenzio tombale di coloro che protestavano a novembre, più tutta la comunità pacifista, che non proferisce parola di fronte alla doppia opzione militare che Donald Trump porta avanti in Siria e Corea del Nord, scaraventando il mondo a un passo dal baratro. Silenzio. Coloro che protestavano per i motivi sopra elencati oggi tacciono di fronte ad una prospettiva infinitamente più drammatica. Risulta evidente come le proteste siano artificiose, costruite ad arte da un sistema mediatico che non ha più alcuna credibilità. Nessuna marcia per la pace, nessun sit in contro le bombe, nulla di nulla. E nemmeno editoriali, analisi, reportage: solo silenzio.

Farsa bis
Oppure, anche nel caso della Corea del Nord siamo di fronte ad un farsa maldestra ma con una razionalità. Si scopre che la «armada» – stendiamo un velo pietoso su tale nome, vista la fine poco gloriosa che fece quella del 1587 approntata dal re di Spagna Federico II – dopo l’ordine presidenziale di raggiungere le coste della Corea del Nord, ha vagato per una settimana nell’oceano. Ha fatto il contrario di quanto comandato dal presidente. Rimane il dubbio su chi sia questo Donald Trump: un buzzurro che si è immediatamente piegato ai voleri dei poteri che governano realmente il suo paese ed il mondo? Oppure un buzzurro intelligente e scaltro, capace di prendere in giro i poteri che governano il suo paese e il mondo?