14 giugno 2021
Aggiornato 00:30
Stati Uniti

Il ritorno di Donald Trump

L'ex presidente interviene alla conferenza dei Repubblicani per affermare la sua leadership: «I Democratici sono diabolici ma hanno il vantaggio di essere uniti. Dovremo esserlo anche noi»

Il ritorno di Donald Trump
Il ritorno di Donald Trump ANSA/EPA

Oltre un'ora di discorso, per riprendere esattamente da dove aveva lasciato: un attacco feroce a Joe Biden e alla sua amministrazione; un atto d'accusa durissimo, con tanto di nomi e cognomi, contro i nemici interni al partito repubblicano; l'ennesima offensiva contro Big Tech e social media, che devono essere puniti; l'esigenza di modificare profondamente il sistema elettorale statunitense, abolendo il voto anticipato e per posta. Donald Trump è un fiume in piena. Esclude la creazione di un partito tutto suo perché - afferma - il Partito Repubblicano non è diviso ma unito, e non annuncia una sua candidatura alle presidenziali del 2024, ipotesi che comunque lascia aperta. «Vi manco già?» chiede durante il suo primo discorso pubblico dopo l'uscita dalla Casa Bianca, tenuto ieri in occasione dell'annuale Conservative Political Action Conference (Cpac) a Orlando, in Florida, quando in Italia era ormai tarda sera. Prima di promettere: «Riprenderemo la Camera, vinceremo al Senato, e poi un presidente repubblicano farà un ritorno trionfale alla Casa Bianca».

All'attuale inquilino di quella che è stata la sua casa fino a gennaio riserva critiche durissime. «Sapevamo tutti che l'amministrazione Biden avrebbe fatto male, ma nessuno poteva immaginare che avrebbe fatto male fino a questo punto, e quanto a sinistra si sarebbe spinta», ha spiegato, contestando i primi provvedimenti di Biden su lotta alla pandemia di Coronavirus, immigrazione e politiche di genere. D'altra parte, secondo Trump, quella di Biden è un'amministrazione «anti-lavoro, anti-famiglia, anti-confini, anti-energia» ed è anche «contro le donne e contro la scienza». E non meno pericolosa è a suo dire la politica di Biden sugli immigrati rilasciati in Usa, che «potrebbero essere omicidi, stupratori, o spacciatori di droga».

Critiche non meno sferzanti, Trump riserva a Biden pure sulla lotta alla pandemia, respingendo le accuse della nuova amministrazione sull'assenza di un piano vaccinale contro il coronavirus. «Alla nuova amministrazione ho consegnato un miracolo della medicina moderna», ha detto l'ex presidente. «Ho spinto avanti l'Fda come mai era stato fatto prima», ha aggiunto prima di criticare le iniziative dei Democratici per consentire ai transessuali di competere negli sport femminili: «Quale allenatore vorrà mai allenare una donna se ogni suo record potrà essere facilmente infranto da individui nati uomini? Penso sia folle. Dobbiamo proteggere l'integrità degli sport femminili» che sono a rischio, ha commentato.

Dopo aver più volte ribadito le accuse di frode alle elezioni, incassando gli applausi più fragorosi, Trump si è anche scagliato pericolosamente contro i giudici della Corte Suprema per non essere intervenuti. «Dovrebbero vergognarsi di se stessi per quello che hanno fatto al nostro paese ... la Corte Suprema non ha avuto il coraggio di fare nulla», ha precisato. Quindi ha invitato il Gop a mettere fuori legge il voto per posta e il voto anticipato per garantire «elezioni oneste» e ha fatto insinuazioni su precise irregolarità a Detroit e Philadelphia. Poi ha detto che il voto dovrebbe avvenire in un solo giorno. «I repubblicani devono fare qualcosa al riguardo. È meglio che facciano qualcosa al riguardo», ha commentato.

Trump non ha dimenticato i sui 'nemici' del web. «Bisogna punire Big Tech e social media, da Twitter a Facebook, quando silenziano la voce dei conservatori. E se non lo fa il governo federale lo devono fare i singoli Stati», ha spiegato, sottolineando che gli Stati Uniti devono difendere la libertà di espressione e di parola.

Infine, l'ex presidente ha pubblicamente attaccato i suoi principali critici all'interno del Partito repubblicano: il deputato Adam Kinzinger, il senatore dello Utah Mitt Romney, la neoconservatrice Liz Cheney, che nei giorni scorsi si era espressa contro la partecipazione dell'ex presidente al Cpac. «Liz Cheney è una guerrafondaia, una persona che ama vedere combattere i nostri soldati. Speriamo di liberarcene alle prossime elezioni. Liberatevi di tutti loro!», ha detto Trump, rivolgendosi ai suoi critici utilizzando l'epiteto di «Rino» ("Conservatori soltanto di nome"). «Lavorerò per eleggere leader repubblicani forti» perché «l'endorsement del presidente Donald Trump è il più potente in politica», ha aggiunto.

La chiusura, Trump l'ha dedicata alle prossime elezioni. Non una candidatura in piena regola, ma neppure un passo indietro. «Potrei anche decidere di batterli per la terza volta», ha detto, facendo riferimento ai suoi avversari democratici. «Con il vostro aiuto, riprenderemo la Camera. Vinceremo al Senato. E poi un presidente repubblicano farà un trionfante ritorno alla Casa Bianca», ha sottolineato Trump. «E mi chiedo chi sarà».

(con fonte Askanews)