21 settembre 2019
Aggiornato 21:00
Ancora austerità

La Grecia non deve pagare il FMI: il suo debito è «illegittimo, odioso e illegale»

In Grecia si sta riversando una nuova ondata di austerità. Il paese è ancora sotto lo scacco matto del FMI e di Bruxelles e il suo debito pubblico è insostenibile. Ma ci sono almeno 3 buone ragioni per cui il governo Tsipras dovrebbe ribellarsi

ATENE – Ennesimo giro di vite sull'austerità all'ombra del Partenone. Al termine di una lunga seduta notturna del Parlamento - e nel silenzio dei media internazionali - il governo di Alexis Tsipras ha approvato il Bilancio del 2017, che prevede da un lato aumenti delle tasse su auto, linee telefoniche, Pay Tv, carburanti, tabacchi, birra e caffè, dall'altro un taglio di 5,7 miliardi di euro alla spesa su salari pubblici e pensioni. L'Esecutivo ellenico ha dovuto introdurre questi provvedimenti per portare a termine le manovre di austerità richieste dal Fondo Monetario Internazionale e dall’Unione europea, che de facto hanno trasformato la Grecia in un paese del terzo mondo. Ma c'è chi crede che il debito greco sia non solo insostenibile: anche illegittimo, odioso e illegale. Ne è certo Renaud Vivien, esperto in diritto internazionale e membro del Comitato per l'Abolizione dei Diritti Illegittimi.

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Una nuova ondata di austerità in Grecia
E' l'ennesimo giro di vite sull'austerità all'ombra del Partenone. A nulla sono servite le manifestazioni di protesta e lo sciopero generale che ha coinvolto scuole e uffici pubblici, trasporti locali, treni e navi traghetto, lavoratori statali e bancari. Nel silenzio dei media internazionali si è consumato un altro scempio ai danni del popolo greco. Al termine di una lunga seduta notturna, il Parlamento ha approvato il Bilancio 2017 del governo Tsipras, che prevede da un lato aumenti delle tasse su auto, linee telefoniche, Pay Tv, carburanti, tabacchi, birra e caffè, dall'altro un taglio di 5,7 miliardi di euro alla spesa su salari pubblici e pensioni. Certo, il premier (per cercare di alleviare il il peso dell'austerity che grava sulla popolazione ormai sfinita dai sacrifici economici), ha deciso di regalare una tredicesima straordinaria alle pensioni minime, lo stop all'aumento dell'Iva per le isole dell'Egeo travolte dalla crisi migratoria e l'assunzione di 5mila medici. Ma il regalo di Natale del governo Tsipras ha un retrogusto fin troppo amaro.

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La Grecia è ancora sotto scacco matto
Alexis Tsipras ha dovuto, suo malgrado, piegarsi alle richieste della Troika e imporre ai suoi concittadini le manovre di austerità richieste dal Fondo Monetario Internazionale e dall’Unione europea, che de facto hanno trasformato la Grecia in un paese del terzo mondo. Il tutto allo scopo di convincere i partner e i creditori a intraprendere la strada della riduzione del debito e nella speranza che nel 2017 la Bce includa anche i titoli greci nel quantitative easing. Perché senza accedere al Qe della Bce difficilmente, ha avvertito il ministero delle finanze ellenico, la Grecia riuscirà a tornare sul mercato dei bond nel 2018. Il paese continua a essere sotto scacco matto perché le regole le detta (ancora) Bruxelles. Ma c'è chi crede fermamente che il debito greco sia non solo insostenibile: anche illegittimo, odioso e illegale. E fornisce alla Grecia almeno 3 buone ragioni per non pagare la rata «dovuta» al Fondo Monetario Internazionale per il prestito concesso al paese da questa istituzione nel 2010.

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Perché il debito greco è illegittimo
Si tratta di Renaud Vivien, esperto in diritto internazionale e membro del Comitato per l'Abolizione dei Diritti Illegittimi. Secondo Vivien, innanzitutto il debito greco è largamente illegittimo perché solo il 5% dei prestiti concessi nel 2010 e nel 2012 sono stati destinati al budget greco. Il 95% di esso, infatti, è servito a pagare i debiti detenuti in maggior parte dalle banche private straniere e a ricapitalizzare le banche greche. In pratica, i soldi prestati alla Grecia sono stati utilizzati per ripagare i debiti del paese verso le banche europee (per lo più tedesche e francesi). «Questa operazione di salvataggio è illegittima sia per la popolazione greca, costretta a pagare al FMI (con un tasso di interesse del 3,6%!) il debito risultante da questi salvataggi, sia per gli altri popoli europei costretti a salvare i responsabili della crisi finanziaria che avevano speculato sul debito greco», scrive Vivien. Ma non finisce qui.

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Perché il debito greco è odioso
Il debito greco è anche «odioso», nel senso giurisprudenziale del termine. Secondo la dottrina giuridica, infatti, un debito è qualificato come odioso quando riunisce due elementi: da una parte l’assenza di beneficio per la popolazione dello Stato che lo contrae e d’altra parte il fatto che i creditori lo hanno contratto consapevolmente. E' il caso del FMI. L'istituzione sapeva fin dal 2010 non solo che il debito greco sarebbe diventato insostenibile, ma anche che il programma di austerità imposto come contropartita del prestito avrebbe aggravato ulteriormente la situazione del Paese. Ma preferì assecondare gli interessi delle banche e immolare la Grecia sull'altare della sopravvivenza dell'Unione europea. Solo diversi anni più tardi il FMI ammetterà di non aver intrapreso la strada della ristrutturazione del debito greco per salvare le banche europee, troppo esposte verso la Grecia.

Perché il debito greco è illegale
Infine, «la terza ragione per invalidare il credito del FMI è che esso è semplicemente illegale», scrive ancora Vivien. Le misure di austerità imposte alla popolazione greca violano numerose convenzioni internazionali che proteggono i diritti umani (come ha sottolineato l'Esperto dell'ONU che ha stilato un rapporto sulla Grecia) e per di più è stata violata la Costituzione del paese perché il governo greco non ha mai votato l'accordo di prestito del 2010 col quale è stato contratto il nuovo debito verso il FMI. In sintesi, il debito greco è insostenibile, illegittimo, odioso e illegale. Ma i greci dovranno continuare a portarne il peso sulle loro spalle e ad accontentarsi dei regali di Natale del governo Tsipras. Per riempire con i loro sacrifici le casse delle banche europee, soprattutto tedesche e francesi.