13 agosto 2020
Aggiornato 07:30
Anche per Draghi, bisogna velocizzarsi

Sulla Grecia nessun piano B, ma basta andare a passo di lumaca

Secondo il vicepresidente dell'Eurogruppo Vladis Dombrovskis, la Commissione non sta pensando a piani B, ma le trattative vanno velocizzate e devono diventare più efficaci. Dombrovskis ha ammesso che le discussioni sono state molto complicate, e che c'è preoccupazione per gli scarsi progressi compiuti.

ATENE (askanews) - La Commissione europea non sta pensando a ipotetici «piani B» sulla Grecia, ma le trattative tra Atene e Eurogruppo «devono accelerare e devono diventare più efficaci». Lo ha affermato il vicepresidente della Commissione, Vladis Dombrovskis, nella conferenza stampa al termine della prima giornata dell'Ecofin a Riga. All'Eurogruppo di stamattina «le discussioni sono state molto complicate - ha detto - i ministri hanno espresso preoccupazione sui progressi molto limitati compiuti».

Negoziati più lunghi del previsto
Secondo Dombrovskis è ormai evidente che i negoziati tecnici dovranno andare avanti più del previsto (fine aprile). «Il problema - ha proseguito - è che devono velocizzarsi e diventare più efficaci. I negoziati devono continuare con l'obiettivo di un successo del programma esistente e di riguadagnare fiducia. Ora siamo concentrati su questo piano - ha concluso Dombrovskis - e non su piani B».

Draghi: il canale di finanziamento Bce aperto finchè le banche saranno solventi
Intanto, il numero uno della Bce Mario Draghi ha confermato che il canale di finanziamento di emergenza della Bce a favore della banche della Grecia, l'Ela resterà aperto «fin quando le banche greche saranno solventi e avranno titoli collaterali» da dare in garanzia. Draghi ha anche avvertito che vengono tenuti sotto controllo i continui deflussi dai depositi delle banche e le tensioni sui titoli di Stato greci, che implicano indebolimenti delle garanzie che le banche greche offrono in cambio dei rifinanziamenti della Bce. «Il tempo sta scadendo e la velocità è essenziale», ha aggiunto Draghi secondo cui bisogna fare progressi su tre fronti: il metodo, che dia fiducia, le ulteriori misure di risanamento dei conti pubblici e le riforme.