20 luglio 2019
Aggiornato 03:00
La crisi ucraina

Kiev vuole vendere la rete di gasdotti agli investitori occidentali

Vendere la rete di trasporto del gas a investitori Ue e Usa e «bloccare la costruzione del South Stream»: il primo ministro ucraino Arseny Yatsenyuk ha illustrato oggi alla Rada, il parlamento di Kiev, un progetto di legge che mira alla modernizzazione del sistema di distribuzione del metano e, contemporaneamente, al ridimensionamento del ruolo russo come fornitore dell'Europa.

KIEV - Vendere la rete di trasporto del gas a investitori Ue e Usa e «bloccare la costruzione del South Stream»: il primo ministro ucraino Arseny Yatsenyuk ha illustrato oggi alla Rada, il parlamento di Kiev, un progetto di legge che mira alla modernizzazione del sistema di distribuzione del metano e, contemporaneamente, al ridimensionamento del ruolo russo come fornitore dell'Europa. L'idea formulata nel testo presentato al parlamento di Kiev è di creare un nuovo operatore per la rete di trasporto del gas e cederne il 49% investitori stranieri, «europei o americani», ha specificato il premier.

«Questo darà un'oppotunità di bloccare la costruzione del South Stream e di inviare tutti i volumi di gas (destinati all'Ue, ndr) attraverso il sistema ucraino, perché i Paesi membri dell'Ue saranno molto interessati». Il gasdotto South Stream - nato da un accordo Gazprom-Eni - è un progetto fortemente voluto dalla Russia proprio per ridurre il transito di gas su territorio ucraino, ma incontra già perplessità e ostacoli a livello di legislazione Ue.

Quanto al nuovo procuratore generale, Vitali Yarema, Poroshenko ha detto ai deputati prima del voto: «se sosterrete questa idea, oggi sarà una giornata nera per la criminalità in Ucraina». Yarema, 50 anni, era vicepremier con il compito di coordinare le forze di difesa ucraine.

L'idea di cedere, in vendita o in affitto, parte della rete di trasporto del gas non è nuova a Kiev. La Russia aveva in passato proposto un piano di modernizzazione a tre, con Ucraina e Ue, ma l'idea non ha mai trovato vero credito a Bruxelles e a Kiev, neppure durante la presidenza di Viktor Yanukovich.

«Dobbiamo prendere una decisione sulla modernizzazione e l'utilizzo congiunto del sistema di trasporto ucraino del gas», ha detto Yatsenyuk ai deputati. Una serie di emendamenti all'attuale legislazione permetterebbe di affidare al nuovo operatore i gasdotti che transitano sul territorio ucraino e i depositi per lo stoccaggio sotterraneo «in gestione, concessione oppure in locazione dietro pagamento senza possibilità di alienazione».

La proposta del premier ucraino arriva mentre continua la disputa sul gas tra Gazprom e l'Ucraina, con le forniture russe destinate a Kiev sospese da giorni e il pericolo che il braccio di ferro finisca per penalizzare l'Europa. E da Mosca è arrivato in tempo reale un monito, direttamente dal ministero degli Esteri: Mosca avverte Kiev sui nuovi progetti per la gestione del sistema ucraino di trasporto del gas: le questioni che riguardano la rete di gasdotti in Ucraina «non possono essere decise senza la partecipazione della Russia, è un dato di fatto», ha dichiarato Alexander Lukashevich, portavoce del dicastero.