17 agosto 2019
Aggiornato 16:30
Previdenza

Pensioni, dal 2018 parità dei sessi: le lavoratrici italiane sono le più penalizzate d'Europa

Dal prossimo anno l'età pensionabile delle donne sarà parificata a quella degli uomini, che corrisponde a 66 anni e 7 mesi. E negli anni successivi continuerà ad aumentare

A partire dal 2018 l'età pensionabile degli uomini raggiungerà quella delle donne.
A partire dal 2018 l'età pensionabile degli uomini raggiungerà quella delle donne. ANSA

ROMA – Brutte notizie per le lavoratrici italiane. Dal prossimo anno l'età pensionabile delle donne sarà parificata a quella degli uomini, che corrisponde a 66 anni e 7 mesi. E negli anni successivi continuerà ad aumentare per effetto dell'allungamento delle aspettative di vita come prevede la legge. Le lavoratrici italiane saranno perciò costrette ad aspettare i 67 anni per andare in pensione. E la brutta notizia è che sono le più penalizzate di tutto il continente europeo. In Francia, in Germania e nel Regno Unito un requisito del genere subentrerà solo a partire dal 2020. Fino allo scorso anno solo l'Irlanda superava l'Italia con l'età pensionabile fissata a 66 anni rispetto ai 65,7 anni del Belpaese. Ma a partire dal 2018 lo Stivale si aggiudicherà la maglia nera d'Europa dell'età pensionabile più alta. La media Ue, infatti, è di gran lunga più bassa e si ferma a 63,4 anni.

Le lavoratrici italiane sono le più penalizzate
Questo significa che le donne italiane devono aspettare quasi quattro anni in più rispetto alle colleghe europee per poter andare in pensione. E se estendiamo lo sguardo oltre i confini comunitari ci accorgiamo che altrove uomini e donne raggiungono l'età pensionabile molto prima dei lavoratori europei. In media, nelle economia più avanzate del globo, gli uomini vanno in pensione a 61 anni d'età e le donne a 58,3. In Russia, ad esempio, gli uomini vanno in pensione a 60 anni e le donne a 55. Nella maggior parte dei casi (Stati Uniti, Australia, Giappone, India), comunque, l'età pensionabile è paritaria tra uomini e donne. In Italia, però, la corsa alla parità dell'età pensionabile tra uomini e donne non è frutto di un impeto paritario dei governi, ma è figlia delle esigenze di bilancio.

Che fine ha fatto l'Opzione Donna?
I conti dell'Inps sono in rosso e lo Stato deve mettere in sicurezza il sistema previdenziale sia con l'aumento dell'età pensionabile sia con la parità di trattamento tra i due sessi. L'esigenza di fare cassa, però, non deve far dimenticare che per le donne è la questione è particolarmente delicata a causa delle peculiarità delle carriere lavorative in rosa. Basti pensare ai lunghi periodi di maternità e alla discontinuità dei versamenti contributivi dovuti anche alla difficoltà di mantenere il posto di lavoro se si sceglie di mettere su famiglia. Negli ultimi mesi il Governo Gentiloni aveva paventato la possibilità di estendere l'Ape volontaria ad alcune categorie di lavoratrici. Ma non sarà facile coniugare le esigenze di bilancio con gli interventi che l'Esecutivo vorrebbe realizzare sul fronte della previdenza e degli sgravi fiscali per agevolare l'ingresso dei giovani nel mercato del lavoro.