Conti pubblici

Il debito pubblico continua a crescere e macina record (ma Gentiloni e Padoan esultano)

Nei primi sei mesi del 2017 il debito pubblico italiano è salito di oltre 106 miliardi di euro e ora ha raggiunto un nuovo record toccando quota 2278 miliardi di euro

Il premier, Paolo Gentiloni, e il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, hanno esultato dopo la risposta di Bruxelles ma..
Il premier, Paolo Gentiloni, e il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, hanno esultato dopo la risposta di Bruxelles ma.. (ANSA/GIUSEPPE LAMI)

ROMA - Nuovo record per il debito pubblico tricolore. A maggio ha raggiunto quota 2.278 miliardi. Sono i numeri contenuti nella pubblicazione "Finanza pubblica, fabbisogno e debito" di Banklitalia. E ci fanno rabbrividire un pochino. L'incremento è dovuto principalmente al fabbisogno mensile delle Amministrazioni pubbliche (7,0 miliardi). Ma vi contribuiscono anche l'aumento delle disponibilità liquide del Tesoro (per 0,5 miliardi, a 58,9; erano pari a 72,7 miliardi alla fine di maggio 2016) e l'effetto complessivo degli scarti e dei premi all'emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all'inflazione e della variazione del tasso di cambio (0,7 miliardi). Con riferimento ai sottosettori, il debito delle Amministrazioni centrali è aumentato di 8,1 miliardi, quello delle Amministrazioni locali di 0,1 miliardi; il debito degli Enti di previdenza è rimasto pressoché invariato.

Il monito di Bruxelles all'Italia
Intanto la Commissione europea ha risposto con una lettera alla richiesta del ministro dell'Economia del governo Gentiloni, Pier Carlo Padoan, di allentare i vincoli sul deficit per il 2017. Bruxelles si è limitata a concedere il semaforo verde per i conti pubblici italiani, ma ha sottolineato che uno sforzo sostanzioso per ridurre il debito pubblico dovrà essere affrontato a partire dal 2018. Dopo l'arrivo della missiva, il premier Paolo Gentiloni e il ministro dell'economia Pier Carlo Padoan hanno esultato, parlando di 'buone notizie' e di concessione di uno sconto da 9 miliardi di euro che permetterebbe al Governo di ridurre lo sforzo di risanamento indicato nel Def dello scorso maggio.

Gentiloni e Padoan sono preda di facili entusiasmi
Invece, non solo la missiva non contiene alcuna cifra ma neppure alcun riferimento a questo celebratissimo sconto. La Commissione europea ha invece ricordato senza mezzi termini al Governo italiano che le sue raccomandazioni 2017 richiedono che «l'Italia persegua un sostanziale sforzo fiscale per il 2018» - pessima notizia per l'Esecutivo che erediterà il mandato di Gentiloni - e che «il governo italiano deve assicurare un significativo miglioramento della spesa primaria netta come indicato nelle previsioni economiche d'autunno 2017 della Commissione'».Quella che propone Bruxelles è solo una tregua, perché l'Italia «è tenuta ad assicurare la discesa del rapporto debito/PIL». L'entusiasmo di Gentiloni e Padoan, quindi, non è affatto giustificato dalla realtà dei fatti. Soprattutto perché il debito pubblico, come riporta Bankitalia, continua a crescere.