13 novembre 2019
Aggiornato 13:30
Crisi Mps

Mps, non solo Viola e Profumo: la richiesta di rinvio a giudizio arriva anche per la banca

A breve la Procura Generale di Milano chiuderà le indagini su Rocca Salimbeni, nel frattempo la banca più antica del mondo attende l'approvazione del piano di salvataggio da parte di Bruxelles

Il rinvio a giudizio arriverà anche per Mps.
Il rinvio a giudizio arriverà anche per Mps. ANSA

MILANO - Non sono solo l'ex amministratore delegato di Mps, Fabrizio Viola, l'ex presidente, Alessandro Profumo, e l'ex presidente del consiglio sindacale, Paolo Salvadori, a rischiare di finire sotto processo dopo la decisione del gip di Milano di respingere l'archiviazione chiesta per loro dalla Procura. Anche per Banca Mps verrà infatti chiesto il rinvio a giudizio. E' l'esito degli approfondimenti investigativi condotti dalla Procura Generale di Milano sull'istituto di credito senese, coinvolto ai sensi della legge 231 sulla responsabilità amministrativa di società per reati commessi dai propri dirigenti.

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Verso il rinvio a giudizio per Mps
Le presunte responsabilità nei confronti della banca sono emerse dagli accertamenti svolti nei mesi scorsi dal sostituto procuratore generale Felice Isnardi che tra l'altro ha disposto una perizia tecnica per accertare quale impatto avrebbe avuto la contabilizzazione dei derivati Santorini e Alexandria sui bilanci della banca compresi tra il 2012 e la semestrale del 2015 se l'operazione fosse stata effettuata «a saldi chiusi» anziché «a saldi aperti». E l'avviso di chiusura indagini su Banca Mps, atto che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio, verrà notificato a breve, probabilmente già nel corso di questa settimana.

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5 miliardi di derivati nei bilanci della banca
Nel frattempo, i pm Mauro Clerici, Stefano Civardi e Giordano Baggio sono al lavoro sull'imputazione da formulare nei confronti di Viola, Profumo e Salvadori per falso in bilancio e aggiotaggio, così come stabilito dal gip Livio Cristofano che ha bocciato la richiesta di archiviazione e disposto l'imputazione coatta. Secondo alcuni piccoli azionisti di Rocca Salimbeni, che si erano schierati contro l'archiviazione chiesta per loro dalla Procura, gli ex vertici dell'istituto avrebbero infatti contabilizzato nei bilanci compresi tra il 2012 e il primo semestre del 2015 circa 5 miliardi di derivati legati alle operazioni con Deutsche Bank e Nomura come titoli di Stato.

Falciai: Le interlocuzioni con Bruxelles procedono
La posizione di Banca Mps è destinata a essere poi unificata con quella dei tre manager: obiettivo dei pm è infatti evitare «spezzatini processuali» e celebrare un'unica udienza preliminare che veda le persone fisiche imputate insieme alla banca. Nel frattempo, Mps attende trepidamente l'approvazione del piano di salvataggio da parte delle autorità comunitarie e l'attuale presidente Alessandro Falciai, al termine dell'incontro annuale della Consob con il mercato finanziario, ha sottolineato che sarebbe «auspicabile» arrivasse entro giugno. A chi gli ha chiesto novità sull'iter per la ricapitalizzazione precauzionale della banca, Falciai ha replicato: «Le interlocuzioni sono continue e a tutti i livelli, con Francoforte e Bruxelles. Vanno fluidamente». Ma sui tempi della conclusione dell'iter, il presidente di Mps ha affermato: «Non siamo ancora in grado di dare un termine definitivo».