29 luglio 2021
Aggiornato 17:00
Crisi economica

Consob, l'addio di Vegas: «L'Italia deve preparsi alla stretta monetaria»

Giuseppe Vegas ha tenuto il suo ultimo discorso da presidente della Consob all'incontro annuale con il mercato finanziario e ha lanciato un monito al governo Gentiloni

MILANO - Giuseppe Vegas cita Euripide e Kant nel suo ultimo discorso da presidente della Consob all'incontro annuale con il mercato finanziario. Ma non le manda a dire all'Unione europea, e lancia un monito all'Italia invitandola a prepararsi adeguatamente all'imminente stretta monetaria in arrivo da Francoforte.

L'ultimo discorso di Giuseppe Vegas
«Viviamo in una fase di incertezza e l'incertezza genera paura ma, come ricorda Euripide, 'nulla deve essere inaspettato, si deve invece sperare ogni cosa - ha detto il presidente della Consob, il cui mandato settennale è in scadenza a fine anno, in occasione dell'incontro annuale con il mercato finanziario - . E' il momento di costruire il futuro, le nuove tecnologie e i nostri giovani talenti possono rimettere tutti nelle stesse condizioni di partenza e riaprire i giochi, è un'occasione che non si può perdere». Allo stesso tempo, però, Vegas ha lanciato un importante monito in direzione del governo Gentiloni, sottolineando che si sta avvicinando «un momento di scelte cruciali per il paese».

Il monito all'Italia sulla stretta monetaria
L'inflazione infatti  «si sta progressivamente riportando in prossimità dell'obiettivo del 2%» della Bce, mentre negli Usa «è già in corso un inasprimento monetario».Perciò anche l'Italia «dovrà prepararsi ad affrontare la nuova situazione che si profila non potendo più contare sul puntello esterno della leva monetaria». Una stretta è imminente in quel di Bruxelles. Secondo Vegas, la politica monetaria «non può e non deve svolgere un ruolo improprio di supplenza», per questo prioritaria è «l'esigenza di portare a compimento le riforme annunciate e quelle già intraprese per generare un ambiente favorevole agli investimenti e allo sviluppo» delle imprese e di avviare quelle necessarie allo svecchiamento delle infrastrutture.

Le critiche al bail-in e all'Ue
«Né può trascurarsi - ha concluso Vegas - un processo di liberalizzazione, che riconsideri il perimetro dell'intervento pubblico nell'economia». Il presidente della Consob non ha inoltre perso l'occasione di evidenziare alcuni dei problemi che affliggono l'Ue e rimarcare le criticità di una delle norme comunitarie più controverse, quella del bail-in, come già aveva fatto in passato. Secondo Vegas, le «modalità di attuazione hanno introdotto elementi fortemente distorsivi» e la retroattività del bail-in andrebbe «corretta quanto prima». Non solo. Vegas propone una soglia di tutela, come accade per i depositi, anche per gli obbligazionisti sotto i 100 mila euro. E c'è spazio anche per una critica alla regolamentazione europea dei mercati finanziari, che è un cantiere permanente.

Il "fai da te" nella disciplina dell'Opa
«Resiste la disciplina delle offerte pubbliche di acquisto (Opa), rimasta ancorata a una direttiva del 2004, che, consentendo ampia discrezionalità agli stati membri, ha di fatto determinato una sorta di regolamentazione fai da te». In fase di applicazione, la disciplina ha evidenziato «problemi di asimmetria e di mancanza di reciprocità» perciò sarebbe necessario «uniformare le normative nazionali, rimuovendo le divergenze che penalizzano le giurisdizioni più aperte alla circolazione dei capitali».Infine, il presidente della Consob ha conlcuso il suo intervento sottolineando che «dovremmo affrontare questa sfida nello stesso modo con cui abbiamo vissuto gli anni difficili: senza certezze, ma senza tentennamenti. E facendo esclusivo richiamo alla nostra cosciente volontà e applicando, di fronte all'incognito, il principio del filosofo di Konigsberg 'Il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me'».