Fusione Bpvi e Veneto Banca

Pop Vicenza e Veneto Banca, il Fondo Atlante si smarca ma con grosse perdite

Le due banche venete attendono il via libera della Bce per la ricapitalizzazione precauzionale e il Fondo Atlante si fa da parte. Ma non prima di aver ricordato a Bpvi e Veneto Banca quanto (ci) è costato il suo intervento

L'ad di Banca Popolare di Vicenza, Fabrizio Viola.
L'ad di Banca Popolare di Vicenza, Fabrizio Viola. (ANSA/MATTEO BAZZI)

VICENZA – Le due banche venete attendono trepidamente il via libera della Bce sulla ricapitalizzazione precauzionale per procedere verso la loro fusione e il Fondo Atlante si prepara a farsi definitivamente da parte con un sospiro di sollievo. Ma non senza ingenti perdite economiche per tutti gli stakeholder.

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Il Fondo Atlante si smarca
Quando la ricapitalizzazione precauzionale avrà il via libera di Dg Comp e Bce, «Atlante non sarà più azionista di riferimento dell'istituto e se arriveremo alla fusione con Veneto Banca avrà assolto al suo compito». Così ha esordito Alessandro De Nicola, rappresentante del fondo Atlante, intervenendo all'Assemblea di Bpvi per l'approvazione del bilancio 2016. Il salvagente creato ad hoc per evitare il tracollo finanziario dei due istituti di credito e il primo bail-in europeo possiede ancora il 99% del capitale della Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca. E ha dovuto sopportare ingenti perdite economiche.

Ingenti perdite per tutti gli stakeholder
De Nicola ha ricordato, togliendosi qualche sassolino dalla scarpa, che l'ingresso del fondo Atlante in Bpvi «ha evitato il bail-in dell'istituto che avrebbe avuto conseguenze devastanti sull'economia del Veneto e nazionale». E ha sottolineato che «la situazione che abbiamo trovato si è rivelata più grave del previsto». Finora, infatti, Atlante ha registrato solo perdite che hanno coinvolto indistintamente tutti gli stakeholder. «Nonostante ciò - ha proseguito De Nicola - nel mese di dicembre 2016 abbiamo immesso nuove risorse per il rilancio basato su piano di fusione con Veneto Banca». Ma neanche questo è bastato per evitare il profondo rosso dei bilanci delle due banche.

Conti in rosso per Bpvi e Veneto Banca
Banca Popolare di Vicenza ha chiuso il 2016 con 1,5 miliardi di euro di perdite e Veneto Banca con 1,9 miliardi di euro di perdite. Per questo le due banche venete sono ormai a corto di liquidità e attendono con trepidazione il verdetto della Bce sulla ricapitalizzazione precauzionale. «Auspichiamo che la decisione avvenga in tempi brevi» ha detto l'ad di Bpvi, Fabrizio Viola, nel corso dell'assemblea della banca a Vicenza per l'approvazione del bilancio 2016. Viola ha aggiunto inoltre che «il piano industriale non è ancora stato reso noto perché ci potrebbero essere delle richieste di modifica da parte delle authority».

Le sofferenze bancarie sono cresciute del 17%
L'ad ha poi fatto sapere che «la fuoruscita di depositi da qualche settimana si è arrestata ed è stata sostituita a un lento e graduale recupero». Viola ha quindi proseguito evidenziando come il 2016 sia stato «un anno molto difficile per la banca, sia dal punto di vista patrimoniale, finanziario ed economico». L'esercizio si chiude con una una riduzione delle masse amministrate soprattutto per quanto riguarda la raccolta, sia totale che diretta pari a -14%. Uno dei problemi più seri - ha concluso - è stata «la significativa crescita dei crediti deteriorati, le sofferenze sono cresciute del 17% e le inadempienze probabili del 4%». Una pesantissima zavorra che peserà – e molto – sull'imminente fusione dei due istituti.