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Bankitalia: prosegue la crescita moderata, ma i salari restano al palo

Secondo i dati contenuti nel bollettino mensile di Bankitalia, la moderata crescita dei consumi prosegue all'inizio del 2017. Ma se l'occupazione sembra aumentare, i salari non fanno altrettanto

Ignazio Visco, governatore di Bankitalia.
Ignazio Visco, governatore di Bankitalia. (ANSA/GIUSEPPE LAMI)

ROMA - La crescita dell'economia italiana «prosegue a ritmi moderati». Lo afferma la Banca d'Italia nel bollettino economico, secondo cui «nei primi tre mesi dell'anno l'economia italiana avrebbe continuato a espandersi in una misura valutabile attorno allo 0,2% rispetto al trimestre precedente, pur con alcuni rischi al ribasso».

Il bollettino di Bankitalia
La moderata crescita dei consumi «prosegue all'inizio del 2017». Lo sostiene la Banca d'Italia nel bollettino economico, secondo cui «le informazioni congiunturali più recenti sono coerenti con una moderata crescita dei consumi anche nel primo trimestre di quest'anno».A marzo, spiega Via Nazionale, «l'indice del clima di fiducia dei consumatori è lievemente aumentato».Nel primo trimestre«è lievemente sceso» rispetto al periodo precedente, soprattutto a seguito del peggioramento dei giudizi sulle attese relative alla situazione economica del Paese; sono invece migliorate le valutazioni sull'opportunità attuale di risparmio.

La crescita moderata prosegue
«La crescita dell'attività nel settore dei servizi - spiega Via Nazionale - avrebbe più che compensato l'indebolimento della manifattura», segnalato dai dati di produzione industriale del bimestre gennaio-febbraio e dalle informazioni più recenti provenienti dal trasporto merci e dai consumi elettrici. Nella rilevazione di marzo di Bankitalia «sono migliorati i giudizi espressi dalle imprese sulla situazione economica corrente». E le intenzioni di investimento sono nel complesso favorevoli: la quota di aziende che indica una crescita della spesa per investimenti nel 2017 è superiore di 14 punti percentuali a quella che ne prevede una diminuzione.

L'espansione del credito si consolida
L'espansione del credito «si consolida», con un miglioramento per le famiglie e una dinamica ancora negativa per l'industria. Lo sottolinea la Banca d'Italia nel bollettino economico, secondo cui «la crescita del credito al settore privato è proseguita nei primi mesi dell'anno, rafforzandosi per le famiglie». Rimane tuttavia ampiamente eterogenea tra i comparti di attività e le classi di imprese. «I prestiti - spiega Via Nazionale - sono decisamente in aumento nei servizi, hanno una dinamica ancora lievemente negativa nella manifattura, continuano a contrarsi nelle costruzioni».

Crescono le esportazioni
Secondo le informazioni desumibili dai sondaggi le condizioni di offerta restano accomodanti. «Prosegue - aggiunge Bankitalia - il graduale miglioramento della qualità del credito, riflettendo il rafforzamento della congiuntura economica». I corsi delle azioni delle banche italiane hanno recuperato, beneficiando anche dell'esito molto positivo di operazioni di ricapitalizzazione. Anche le esportazioni italiane sono in crescita, con prospettive favorevoli. Secondo il bollettino economico della Banca d'Italia, «gli scambi con l'estero dell'Italia hanno tratto beneficio dal miglioramento della congiuntura globale ed europea».

L'occupazione aumenta, ma i salari no
Le esportazioni sono cresciute, trainate soprattutto dall'espansione dei mercati della Ue; secondo i sondaggi le prospettive relative agli ordini esteri sono favorevoli. «Il surplus del conto corrente della bilancia dei pagamenti - aggiunge Via Nazionale - ha raggiunto nel 2016 il 2,6% del Pil e sta contribuendo in misura rilevante al riassorbimento della posizione debitoria netta del Paese con l'estero, scesa al 14,9% del prodotto (dal 25,3% della fine del 2013)». Passiamo ora al mercato del lavoro. L'occupazione aumenta ma «la crescita del costo del lavoro è bassa", con dinamiche salariali «ancora contenute». Nel quarto trimestre del 2016 sono aumentati sia gli occupati totali, che avevano subito una battuta d'arresto nei tre mesi precedenti, sia le ore lavorate. Complessivamente il numero di occupati è cresciuto del 2,7% nell'ultimo triennio, rimanendo tuttavia ancora inferiore dell'1,3% rispetto all'avvio della crisi globale.