11 dicembre 2019
Aggiornato 15:00
Italia a rischio commissariamento

Ultimatum Ue all'Italia: manovra bis entro un mese o salta la flessibilità

L'ultimatum di Bruxelles all'Italia è arrivato al governo Gentiloni, che dovrà provvedere entro il mese di maggio a correggere i conti pubblici dell'Italia con la manovra bis. Altrimenti il Belpaese potrebbe essere commissariato

ROMA – L'Unione europea torna a fare pressing sul governo Gentiloni perché rimetta a posto i conti pubblici del Belpaese. I tecnici di Bruxelles potrebbero avviare a stretto giro la procedura d'infrazione nei confronti dell'Italia perché hanno appena fatto un passo avanti in questa direzione. L'Opinione sui conti italiani, che arriverà sul tavolo dell'Eurogruppo il 20 marzo prossimo, è praticamente un ultimatum.

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L'ultimatum di Bruxelles all'Italia
L'aut aut dell'Unione europea è arrivato a Palazzo Chigi. Il governo Gentiloni deve blindare la manovra finanziaria entro il prossimo mese oppure la flessibilità concessa all'Italia nel 2016 salterà mettendo ulteriormente a rischio i conti pubblici e i rapporti con Bruxelles. Il pressing dell'Ue si fa sempre più deciso. Come riferisce il Corriere della Sera, i tecnici comunitari hanno redatto l'Opinione sui conti italiani, che arriverà sul tavolo dell'Eurogruppo il 20 marzo prossimo e contiene praticamente un ultimatum. Per il governo Gentiloni, quindi, il tempo sta per scadere.

I numeri dell'economia italiana
L'Esecutivo deve ancora trovare quei 3,4 miliardi di euro richiesti da Bruxelles per pagare quello che viene definito dagli stessi dirigenti europei il conto di Renzi e approvare la correzione dello 0,2% del Pil della manovra finanziaria. I numeri dell'economia nazionale, d'altronde, sono impietosi. L'Italia sarà nel 2017 l'unico paese dell'Eurozona a registrare un tasso di crescita del Pil al di sotto dell'1%, perfino la Grecia farà meglio di noi. Inoltre nei prossimi dodici mesi il deficit salirà, secondo le stime del governo, al 2,4% del Pil dal 2,3% del 2016. E il debito dovrebbe raggiungere il 133,3% del Pil.

Il Belpaese rischia il commissariamento
Per questo, da Bruxelles fanno sapere che Roma «rischia una deviazione significativa rispetto all'aggiustamento del 2017». Dunque «a prima vista c'è l'evidenza del rischio di un deficit eccessivo basato sulla regola del debito» e la manovra bis dovrà evitare il peggio entro il mese di maggio: cioè il commissariamento del Belpaese. Nel frattempo, i tecnici di Palazzo Chigi sono al lavoro sul Def 2018 e per finanziare le nuove misure si preparano a somministrare al paese una medicina molto amara: l'aumento delle aliquote dell'Iva. A causa dei conti disastrati dell'Italia, infatti, le clausole di salvaguardia potrebbero scattare in tutto o in parte determinando l'aumento delle accise della benzina e quello dell'Iva.