7 dicembre 2019
Aggiornato 07:30
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Istat, Pil ancora inferiore del 7% rispetto al 2008

L'economia italiana resta debole, anche se l'export nazionale è in miglioramento. Il Belpaese è poco internazionalizzato, ma si va verso un'accelerazione degli investimenti nel 2017

ROMA - L'Italia è la Cenerentola d'Europa. Il rapporto dell'Istat sulla competitività dei settori produttivi parla chiaro. Nel 2016 il Pil italiano è cresciuto in volume dello 0,9% e, nonostante la ripresa dell'ultimo biennio, il livello è ancora inferiore di oltre il 7% rispetto al picco di inizio 2008.

 

L'economia italiana resta debole
L'economia italiana dunque resta ancora debole, soprattutto se raffrontata con quella degli altri paesi europei. In Spagna il recupero è quasi completo mentre Francia e Germania, che già nel 2011 avevano recuperato i livelli pre-crisi segnano progressi rispettivamente di oltre il 4% e di quasi l'8%. I progressi sono diffusi a tutte le categorie merceologiche: le esportazioni di prodotti chimici, alimentari e, soprattutto, di automobili sono cresciute più della media di questi mercati; le vendite di beni strumentali, che rappresentano la principale voce d'esportazione e dell'attivo commerciale, sono cresciute come in Germania e più rapidamente rispetto a Francia e Spagna.

Export in miglioramento, ma lentamente
L'export di servizi all'estero dell'Italia è invece rimasto relativamente debole in quasi tutte le categorie; in particolare, sono ancora relativamente poco sviluppate le esportazioni di servizi ad alta intensità di conoscenza, che hanno un peso crescente nella struttura degli scambi. Anche qui, tuttavia, nei primi nove mesi del 2016 si è avuto un sensibile miglioramento.

Il Belpaese è poco internazionalizzato
L'Italia resta un paese complessivamente poco internazionalizzato rispetto alle maggiori economie europee: nel 2015 la quota di Investimenti diretti esteri (IDE) sul Pil (25,9% in uscita e 18,6% in entrata) è meno della metà di quelle di Francia, Germania, Regno Unito e Spagna. Tuttavia, tra il 2008 e il 2014 il numero di addetti delle controllate all'estero nella manifattura è aumentato di 110mila unità (+14,5%), arrivando a quasi 860mila addetti. Nel 2014, le controllate manifatturiere hanno generato circa 85 miliardi di esportazioni dai paesi nei quali operano.