23 ottobre 2019
Aggiornato 13:00
Banche italiane e Vigilanza europea

Bce e crisi Mps, Nouy: «Chi doveva sapere aveva tutte le informazioni a disposizione»

La presidente della Vigilanza europea ha replicato alle accuse su un possibile trattamento di favore da parte della Bce nei confronti delle banche tedesche e sulla crisi di Mps ha contrattaccato puntando il dito contro la Banca d'Italia

FRANCOFORTE – Il quartier generale della Vigilanza della Bce è il trentacinquesimo piano dell'Eurotower, dove si trova l'ufficio della presidente Danièle Nouy. La numero uno della sorveglianza sugli istituti di credito comunitari ha rilasciato una lunga intervista a La Repubblica replicando alle accuse su un possibile trattamento di favore riservato alle banche tedesche rispetto a quelle italiane. Daniele Nouy, però, non ha solo difeso l'operato della Bce, ha anche contrattaccato puntando il dito prepotentemente contro una certa opacità della vigilanza nostrana sulle crisi che hanno colpito alcuni degli istituti più importanti del Belpaese, come il Monte Paschi.

La Vigilanza europea: In Italia pochi progressi sugli Npl
«Noi trattiamo tutti allo stesso modo». La presidente della Vigilanza europea ha fatto il punto sull'attività di controllo dell'Eurotower sugli istituti di credito comunitari e ha replicato all'accusa di trattare meglio le banche tedesche rispetto alle altre banche europee. Poi è entrata nel merito della situazione italiana: «In Italia in questi primi tre anni di Vigilanza europea sono stati fatti scarsi progressi sul fronte dei crediti deteriorati». Per questo, secondo Daniele Nouy, «non dobbiamo essere troppo duri né rischiare di creare problemi per gli istituti, ma il nostro approccio è lo stesso per tutti. Non si può essere duri senza essere giusti».

E' necessario intervenire anche sul sistema giudiziario
«In Italia - ha proseguito l'esponente dell'Eurotower - il grande nodo sono le attività precedenti alla centralizzazione della supervisione, soprattutto il rischio di credito e i crediti deteriorati». Per Daniele Nouy vanno affrontate urgentemente perché le banche non pensino a investire tutte le loro energie per sopravvivere focalizzandosi soltanto su queste attività invece di fare il loro mestiere, che è innanzitutto quello di finanziare l'economia italiana ed europea. A tal proposito è necessario intervenire anche sul sistema giudiziario italiano perché deve avere la «capacità» di coadiuvare la risoluzione del problema dei crediti deteriorati. «Credo ci sia bisogno di soluzioni rapide extra giudiziali per favorire accordi tra banche e debitori. È un problema che va al di là dei supervisori: anche gli attori esterni, come i tribunali devono diventare più veloci e più efficienti», ha dichiarato la presidente della Vigilanza europea.

Su Mps: «Chi doveva sapere aveva tutte le informazioni»
Quanto alle dichiarazioni del ministro dell'Economia italiano, Pier Carlo Padoan che insieme ad altri ha criticato la vigilanza di opacità riguardo a Monte dei Paschi di Siena, in particolare, ma anche in merito ad altri casi, la Nouy ha risposto in tono grave rispedendo le accuse al mittente: «L'unica cosa che posso dire su quel caso specifico è che chi doveva sapere degli sviluppi riguardo alla banca aveva tutte le informazioni a disposizione. Di fatto, il caso è stato discusso molto nel nostro Consiglio di vigilanza. E la Banca d'Italia vi è rappresentata». Nouy è stata però accusata più volte di avere un approccio più morbido con le banche tedesche - ad esempio con la famosa nota a piè di pagina negli stress test della scorsa estate - e, più in generale, di non considerare i derivati un elemento abbastanza rischioso. In particolare la Bce è accusa di attribuire un diverso peso specifico al rischio dei derivati e a quello dei crediti inesigibili, favorendo in questo modo le banche tedesche rispetto a quelle italiane.

«Noi trattiamo tutti allo stesso modo»
A questo proposito la Nouy risponde così: «I rischi di credito sono importanti quanto i rischi di mercato. Entrambi vanno monitorati da vicino. Guardiamo con molta attenzione ai cosiddetti "asset di terzo livello", quelli che non hanno un prezzo di mercato, ma non ce ne sono più rimasti molti al momento, visto che la propensione al rischio di mercato delle banche è calata significativamente, dopo la crisi, il che è un bene». La presidente della Vigilanza europea ha assicurato che «restiamo vigili e pronti ad agire, se la lezione della crisi sarà dimenticata». Fatto sta che negli stessi giorni in cui giungevano da Francoforte in Italia le comunicazioni su Mps, le richieste di capitale per Deutsche Bank sono state alleggerite. Anche su questo punto, però, la presidente francese della Vigilanza europea è un muro di gomma: «Noi trattiamo tutti allo stesso modo – ha concluso Daniele Nouy mettendo la parola fine all'intervista di Repubblica - . Ma è ovvio che chi attraversi un periodo complicato possa avere difficoltà ad essere obbligato a migliorare la propria situazione. Quando attraversi un momento difficile puoi avere la sensazione che ti chiedano qualcosa che ad altri non domandano. Ma non è così».