15 ottobre 2019
Aggiornato 21:30
La solidarietà dopo la tragedia

Terremoto centro Italia, dove finiranno i soldi delle donazioni via sms?

Dopo la tragedia, la risposta del Belpaese è stata fulminea e generosa. Le iniziative di solidarietà per aiutare i terrremotati si moltiplicano su tutto il territorio nazionale. Ma ecco cosa è successo a 5 milioni di euro raccolti dopo il terremoto dell'Aquila.

ROMALa società civile e il sistema bancario italiano si mobilitano per aiutare le vittime del terremoto che ha colpito il Centro Italia. E' in momenti come questo che il Belpaese mostra la sua immagine migliore, perché la solidarietà che giunge ai terremotati da tutta Italia è come un fiume in piena che aspira a ricongiungersi con il mare. Ma i soldi donati con generosità dagli italiani via sms arriveranno davvero alle popolazioni colpite dal sisma o finiranno nelle casseforti delle banche?

La solidarietà dopo la tragedia
La risposta del Belpaese è stata fulminea e generosa. La terra non aveva ancora smesso di tremare che da ogni parte d'Italia si sono moltiplicate le manifestazioni di solidarietà per le popolazioni colpite dal sisma. Come sempre, in circostanze drammatiche come queste, il paese mette in luce la sua immagine migliore. Non è quella della sua fragile bellezza, sepolta sotto le macerie di Amatrice, ma quella di un popolo che sa essere generoso come pochi quando una tragedia lo mette in ginocchio. Non si contano le campagne di solidarietà e le iniziative economiche per aiutare le vittime del terremoto che ha devastato il Centro Italia.

Il contributo del sistema bancario italiano
Insieme alla società civile anche il sistema bancario italiano si spende per offrire il suo contributo. L'Abi ha chiesto la sospensione delle rate dei mutui e dei prestiti per le famiglie che hanno subito danneggiamenti anche parziali ad immobili residenziali, commerciali e industriali. E alcuni istituti di credito nazionali e internazionali hanno messo a disposizione risorse economiche per la ricostruzione. Il gruppo Intesa San Paolo e Unicredit hanno già stanziato un plafond di 250 milioni di euro a testa per finanziare i lavori necessari alla rimessa in sicurezza delle strutture danneggiate.

Le iniziative economiche per i terremotati
Banca Mediolanum ha intenzione di stanziare circa un milione di euro per i clienti e i collaboratori dell'istituto colpiti dal sisma. Il Monte dei Paschi di Siena e la Nuova Banca Etruria stanno dando vita a una raccolta fondi per aiutare le vittime del terremoto. Numerosissime, invece, le donazioni da parte di privati alle varie iniziative economiche avviate da organizzazioni politiche e sociali. Se la solidarietà è tanta, però, c'è chi potrebbe approfittarne e il timore di essere ingannati accompagna quasi tutti coloro che sono disposti a donare con generosità.

Cosa è successo alle donazioni dell'Aquila nel 2009
Come riporta Emiliano Liuzzi sul Fatto Quotidiano, infatti, quanto accaduto dopo il terremoto dell'Aquila ci invita a tenere gli occhi aperti e a vigilare affinché i soldi arrivino direttamente – e veramente – a chi ne ha bisogno. Secondo quanto riporta l'articolo, ben 5 milioni di euro raccolti con le donazioni degli italiani effettuate via sms subito dopo la tragedia che ha sconvolto l'Abruzzo nel 2009 sarebbero stati «imboscati» dalle banche. Nessuno specificò, infatti, dove sarebbero finiti quei soldi e chi donò ne ignorava completamente la destinazione.

5 milioni di euro a Etimos
All'epoca il numero uno della Protezione Civile, Guido Bertolaso, decise che quelle donazioni sarebbero state destinate al «post emergenza» e non all'emergenza, con il risultato che i terremotati non videro neppure un centesimo dei 5 milioni di euro donati da ogni parte d'Italia. Le donazioni confluirono in un consorzio finanziario di Padova, l'Etimos, che si impegnò a mettere a disposizione un fondo di garanzia per piccoli prestiti bancari destinati ai terremotati. Etimos è un network nel quale confluiscono circa 300 tra organizzazioni e soggetti finanziari, come Unipol. Ma il fondo di garanzia che sarebbe dovuto essere al servizio dei terremotati sembra sia rimasto bloccato per circa 9 nove anni.

246 domande di credito respinte
Finché la stessa Protezione Civile, due mesi fa, avrebbe deciso di trasferirlo alla ragioneria di Stato che, a sua volta, dovrebbe girarlo alla Regione Abruzzo. Ma non finisce qui. I prestiti possono essere erogati alle vittime del sisma dell'Aquila solo a patto che le persone non vengano considerate «soggetti a rischio», cioè non in grado di restituire i soldi alla banca. E, naturalmente, dovranno pagare degli interessi come qualsiasi altro debitore. Delle 606 domande di credito inviate finora dai terremotati vittime del sisma dell'Aquila del 2009, ben 246 sarebbero state respinte e 99 sarebbero attualmente in valutazione. Con ciò non intendiamo assolutamente scoraggiare le future donazioni, che sono preziosissime in momenti tragici come questo, ma invitare tutti, e soprattutto le autorità competenti, a vigilare affinché i soldi degli italiani giungano davvero e al più presto a chi ne ha più bisogno.