28 febbraio 2020
Aggiornato 06:30
promosse o bocciate

Banche e stress test 2016, oggi fari puntati su Mps e Deutsche Bank

Le banche italiane coinvolte sono cinque, ma i riflettori sono puntati sul Monte dei Paschi e Deutsche Bank, che ha una forte esposizione ai derivati finanziari. Le nuove regole degli stress test 2016, però, potrebbero aiutare l'istituto tedesco

ROMA - Oggi fari puntati sulle banche europee e sui risultati degli stress test che verranno pubblicati dall'Eba, l'autorità bancaria europea. L'analisi coprirà 51 istituzioni del credito ritenute di dimensioni sistemiche appartenenti a 15 Paesi europei e che complessivamente rappresentano il 70% degli attivi bancari dell'Unione.

Le banche italiane coinvolte
C'è grande attesa per i risultati degli stress test dell'Eba che saranno pubblicati oggi. Sono cinque le banche italiane coinvolte: Intesa Sanpaolo, UniCredit, Banco Popolare, Ubi Banca e il Monte dei Paschi di Siena. Su quest'ultima, in particolare, sono puntati i riflettori di Palazzo Chigi perché i rumors degli ultimi giorni lasciano credere che non supererà l'esame dell'Autorità bancaria europea. Mps presenta una elevata quota di crediti deteriorati ed è attualmente il tallone d'Achille del sistema bancario italiano.

Il caso Monte dei Paschi
Il verdetto dell'Eba potrebbe essere impietoso nei confronti dell'istituto senese, e proprio per evitare il peggio è già stato presentato a Francoforte un piano di salvataggio che prevede una gigantesca operazione da 5 miliardi di euro. Con il benestare della BCE e l'approvazione definitiva da parte del Cda, Mps potrà intraprendere una maxi cartolarizzazione per smaltire circa 10 miliardi di sofferenze con il sostegno del fondo Atlante. Nella giornata di oggi è atteso, insieme al verdetto dell'Eba, anche quello di Bruxelles per il piano di salvataggio.

Deutsche Bank e la sua pericolosa esposizione ai derivati
Ma la banca senese è in buona compagnia, perché non è affatto l'unico caso sotto i riflettori dell'UE. Deutsche Bank ha appena annunciato l'azzeramento degli utili netti nel II trimestre del 2016 e inoltre deve fare i conti con una pericolosa esposizione a prodotti finanziari derivati e con costosi contenziosi giudiziari negli Stati Uniti. L'Eba pubblicherà i risultati della simulazione questa sera, ma piuttosto tardi, intorno alle 22 italiane, per attendere anche la chiusura dei mercati americani dove sono posizionate diverse delle istituzioni coinvolte, tra cui la stessa Deutsche Bank.

Le nuove regole degli stress test 2016
Nel frattempo, in una lettera di risposta all'interpellanza di un europarlamentare, pubblicata mercoledì scorso, il presidente della BCE, Mario Draghi, ha ribadito che l'istituzione è favorevole a provvedimenti che facilitino lo smaltimento dei non performing loans (Npl). Ma ha ricordato che la loro definizione spetta alle autorità nazionali. Gli stress test 2016 individueranno le banche più a rischio, ma quest'anno non ci sarà una vera e propria distinzione tra quelle "promosse" e banche "bocciate" perché, come abbiamo già avuto modo di spiegare, è stato eliminato il "bollino" con cui venivano identificate.

Quell'aiutino alle banche tedesche e francesi
L'Eba quest'anno si limiterà ad indicare la sua stima per quello che sarà il coeffieciente patrimoniale Tier1 di ogni banca a fine 2018, partendo dai dati dichiarati a fine 2015, con uno scenario di base e uno scenario «avverso». L'intento dell'esercizio sarebbe quello di fornire alle autorità nazionali, alla vigilanza Bce e alle banche stesse uno strumento per valutare eventuali interventi, ma gli stress test dell'Autorità bancaria europea non mancano di criticità. Secondo diversi economisti, infatti, rischiano di favorire alcune banche europee, in particolare quelle tedesche, rispetto a quelle italiane perché prediligono critieri di valutazione che "premiano" gli istituti che hanno gran parte del loro attivo investito in strumenti finanziari e "penalizzano" quelli che prestano soldi a famiglie e imprese .