20 luglio 2019
Aggiornato 22:00
borse e sterlina a picco

Brexit, ecco cosa sta succedendo sui mercati

Il crollo delle borse è drammatico e le banche centrali sono intervenute per arginare le vendite, inondando di liquidità i mercati finanziari

Ecco cosa sta succedendo sui mercati dopo la brexit.
Ecco cosa sta succedendo sui mercati dopo la brexit. Shutterstock

ROMA - Sui mercati è l'ecatombe. Dalle Borse ai cambi, dal petrolio agli spread l'inattesa vittoria della Brexit, al temutissimo referendum sulla permanenza della Gran Bretagna nell'Unione europea, ha avuto un effetto deflagrante, scatenando vendite e cali percentuali da dopo cataclisma. La sterlina britannica, che ieri notte, quando sondaggi rivelatisi poi mendaci accreditavano una prevalenza dei voti "Remain" era salita fino a superare 1,50 sul dollaro, è letteralmente collassata arrivando a cedere oltre l'11 per cento fino a 1,32.

Il crollo delle borse è drammatico
Forse sono ancor più spaventevoli i crolli delle Borse europee, che in avvio di seduta hanno toccato valori drammatici. La maglia nera se l'è aggiudicata Madrid, con un meno 12 per cento in avvio, ma Milano non è stata da meno, arrivando a subire un meno 11 per cento. Londra a sua volta ha segnato un pesantissimo meno 7 per cento e anche in questo caso, superata la carneficina iniziale, con il passare delle ore le flessioni si riducono, ma restando di portata drammatica.

L'intervento delle banche centrali
A tarda mattina Londra segna un meno 4,69 per cento, Parigi un meno 7,44 per cento, Francoforte (partita al -10%) cede il 6,06 per cento e Milano conquista la sgradita maglia nera con un pesantissimo meno 9,26 per cento. Ma il primo impatto di questa ecatombe è stato sostanzialmente tenuto sotto controllo dalle Banche centrali, a cominciare dalla Banca d'Inghilterra che tramite accordi di scambio valutario con la Bce e la Federal Reserve americana ha potuto inondare i mercati di tutte le liquidità necessarie a eseguire effettivamente questa valanga di vendite.

Il sistema bancario dell'area euro resta solido
Il governatore della Bank of England, Mark Carney, ha tentato di rassicurare gli animi inquieti affermando che l'istituzione può iniettare fino a 250 miliardi di sterline se necessario, l'equivalente di 326 miliardi di euro. La Bce a sua volta ha detto di esser pronta a iniettare liquidità aggiuntive, anche in valute estere, e ha affermato che il sistema bancario dell'area è solido, sia a livello patrimoniale che di liquidità. In Italia il ministero dell'Economia ha parlato di effetti limitati per l'economia reale e di fondamentali del sistema bancario che restano solidi, a dispetto dell'ipervolatilità di queste ore. Il timore sul medio e lungo periodo è piuttosto quello legato ai rischi di contagio o emulazione della Brexit.

(fonte Askanews)