18 giugno 2024
Aggiornato 02:00
Whirlpool

Oggi l'incontro governo-azienda-sindacati

"Non sarà un incontro lungo". Secondo quanto si apprende da ambienti del ministero dello Sviluppo economico l'incontro tra governo, azienda e sindacati sulla Whirlpool non durerà a lungo. Ma sarà comunque cruciale, perché a rischio ci sono 1350 lavoratori nel Mezzogiorno.

Roma (askanews) - «Non sarà un incontro lungo». Secondo quanto si apprende da ambienti del ministero dello Sviluppo economico l'incontro tra governo, azienda e sindacati sulla Whirlpool non durerà a lungo. Il ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, insieme al presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, e al sottosegretario al ministero del Lavoro, Teresa Bellanova, sta incontrando l'amministratore delegato di Whirlpool Italia, Davide Castiglioni, e i rappresentanti dei sindacati, tra cui il segretario generale della Fim, Marco Bentivogli, quello della Uilm, Rocco Palombella, e il segretario nazionale della Fiom, Michela Spera. Assente il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, influenzato.

Il punto cruciale è Carinaro
Il nodo principale da sciogliere resta lo stabilimento di Carinaro a Caserta, punto fondamentale per i sindacati per proseguire la trattativa. Sotto la sede del ministero dello Sviluppo economico continua la protesta dei lavoratori che al grido «lavoro per tutti» continuano a manifestare il proprio disappunto per l'annuncio della chiusura dello stabilimento campano. «La situazione nello stabilimento di Carinaro sta diventando drammatica e rischia di diventare difficilmente recuperabile soprattutto sul piano sociale». Lo afferma, in una nota, il Segretario nazionale Fim Cisl Michele Zanocco in merito alle proteste allo stabilimento Whirlpool-Indesit di Caserta del 24 aprile, precisando che «Per quanto ci riguardail confronto a livello locale assieme a quello aziendale si è esaurito nelle giornate del 16 e del 20 aprile scorso. Ci aspettiamo di acquisire la disponibilità da parte dell'azienda alla modifica del Piano con la rimozione della pregiudiziale sulla chiusura dei siti, senza questo lo scontro sarà durissimo».

Vogliamo lavoro, non assistenzialismo
«L'industria ha perso 600mila posti di lavoro, non consentiremo che questo elenco si allunghi con i lavoratori di Whirlpool che licenzia dopo aver incassato finanziamenti pubblici». Queste le parole del leader della Fim Cisl, Marco Bentivogli, parlando dal piazzale della Us Navy di Gricignano d'Aversa dove, circa 700 dipendenti dello stabilimento ex Indesit-Whirlpool di Carinaro, venerdì 24 aprile si erano concentrati dopo aver effettuato un corteo per circa cinque chilometri. «Stare qui è una scelta sindacale precisa. Vogliamo lavoro non assistenzialismo, con la disoccupazione avanza la criminalità organizzata. Se questa è la politica per il Mezzogiorno - ha aggiunto - questo Governo ha sbagliato tutto. Il vero Jobs Act inizia con il difendere le fabbriche». «Dall'azienda - ha chiarito Bentivogli - vogliamo che rispetti gli impegni presi con il piano Indesit. Le multinazionali - ha proseguito il leader della Fim - sono irresponsabili nei confronti del Paese, come è irresponsabile l'Ad di Whirlpool che, nelle ore in cui cerchiamo di gestire la rabbia di migliaia di famiglie, conferma licenziamenti e chiusure».