15 ottobre 2019
Aggiornato 10:30
Quote latte

Gallinella: «L'Ue chiede all'Italia 2 miliardi di euro»

Agli allevatori italiani sono arrivate 1.405 cartelle esattoriali, con interessi aggiornati al 31 dicembre 2014, attualmente in fase di notifica agli interessati. Si tratta delle multe imposte all'Italia dall'Unione Europea, per il superamento delle «quote-latte»: ai microfoni di DiariodelWeb.it è intervenuto l'On. Filippo Gallinella, deputato del M5, per spiegarci come stanno le cose.

ROMA – Agli allevatori italiani sono arrivate 1.405 cartelle esattoriali, con interessi aggiornati al 31 dicembre 2014, attualmente in fase di notifica agli interessati. Si tratta delle multe imposte all'Italia dall'Unione Europea, per il superamento delle «quote-latte» previste dalla normativa del mercato comunitario. Le cartelle esattoriali riguardano una esigua minoranza dei 36mila allevatori italiani che nel tempo si sono messi in regola ed hanno rispettato le norme acquistando o affittato quote per un valore complessivo di 2,42 miliardi di euro, ma si tratta comunque di tanti tanti soldi. Ai microfoni di DiariodelWeb.it è intervenuto l'On. Filippo Gallinella, deputato del M5S, per spiegarci come stanno le cose.

Perché sono arrivate in questi giorni ben 1400 cartelle esattoriali a diversi allevatori italiani da parte dell'Unione Europea?
«Nel dettaglio, su 2.305 milioni di euro di prelievo imputato, ne sono stati riscossi 553 milioni e ve ne sono 198 milioni che saranno incassati a rate per un totale di 751 milioni di euro. Dei restanti 1.554 milioni di euro, 211 milioni sono classificati come irrecuperabili, determinando un dovuto di 1.343 milioni di euro. Di questa somma una parte non è ancora esigibile a causa di sospensive giurisdizionali, mentre risultano esigibili 832 milioni di euro che corrispondono a poco meno di 1500 allevatori su 30mila regolari. E' proprio sui circa 1500 milioni di euro che la Corte di Giustizia (art 258 TUE) ci ha intimato di intervenire pena sanzioni pesantissime, e quindi sono scattate le cartelle esattoriali.»

A quanto ammonta la cifra totale che gli allevatori italiani devono pagare all'Europa?
«Relativamente alla cifra, anche qui occorre fare chiarezza, i miliardi delle multe dal 1984 fino ai primi anni '90 i cittadini li hanno già pagati con mancati trasferimenti già da 20 anni; dopo questa prima "lezione" dovuta a superficialità della classe politica e anche al malaffare di alcuni amministratori e allevatori, si è corsi ai ripari, introducendo nuove regole di controllo che hanno permesso negli anni di evitare che fenomeni così macroscopici si ripetessero. Ciononostante, qualche lieve sforamento vi è stato, e anno per anno le cose sono andate stabilizzandosi e, come detto in quest'ultima campagna, è previsto un surplus del 3% delle quota stabilita. Per capire cosa è successo, invito ad aprire la relazione della Commissione (per i curiosi è l'atto COM(2014)334 final del 6 giugno 2014), dove c'è tutta la storia: in particolare il numero di allevatori che sono regolari, che hanno regolarizzato nel tempo, quanti ancora devono regolarizzare e anche quelli 'in rosso'. Nella sostanza, la Commissione e poi la Corte di Giustizia hanno intimato all'Italia di agire per il recupero del dovuto nei confronti di coloro che non sono regolari e, nel caso l'Italia non agisse, saremo condannati a pagare migliaia di euro al giorno fin tanto che non si provvederà concretamente: non per le quote latte, che sono state già pagate da tutti, ma perché il Governo continua a permettere che alcuni non rispettino le regole a svantaggio di altri

Come e perché sono state assegnate delle "quote-latte" nell'Unione Europea?
«Le 'quote-latte' ovvero il contingentamento della produzione del latte, ha origine nel 1984: scopo di questa scelta politica era quello di regolare la produzione per non avere prodotto in eccesso e quindi sovra offerta, che avrebbe causato un abbassamento del livello dei prezzi. Negli anni, poi, i valori assegnati sono cambiati per ogni stato membro. Per quest'ultima campagna, la quota assegnata all'Italia è stata poco inferiore alle 11 milioni di tonnellate; da stime si prevede uno sforamento che costerà 55milioni di euro, e per il quale già in molti chiedono la rateizzazione senza interessi. Adesso, dato che il regime di contingentamento finirà, ognuno potrà produrre quanto vuole ed il rischio è che il "libero" mercato faccia molte vittime. Cosa succederà al prezzo del latte? Con il contingentamento vi sono state diverse critiche da parte di alcuni allevatori (che non volevano limitare la produzione), adesso però altrettanti sono preoccupati che una sovrapproduzione faccia calare così tanto il prezzo del latte da rendere in alcune aree impossibile l'attività. Noi come M5S, guardando al futuro, abbiamo preparato una risoluzione per facilitare l'aggregazione del settore tramite lo strumento, previsto dal regolamento 1308/2013, della creazione della interprofessione, che nel mercato globale e con regole diverse tra paese e paese, è l'unico strumento che permette l'efficientamento della filiera, diminuisce i costi di gestioni e di promozione e permette valori aggiunti alla vendita maggiori.»